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GENOA, PORTANOVA INCONTRA I TIFOSI AL MUSEUM AND STORE ALLE 18.30

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portanova_genoaGENOVA 15 NOV. Capitano, o mio capitano. Chissà in quanti lo diranno a Daniele Portanova, a tu per tu venerdì, domani. Quando al Genoa Museum ritirerà il premio del Genoa Club Belin 1893 Chiavari, in un appuntamento riservato ai soci del circolo e a eventuali giornalisti.

E, a seguire, quando incontrerà i tifosi al Genoa Store (ore 18.30: la chiusura è prolungata alle 20). Non era facile ereditare la fascia da una bandiera come Marco Rossi. Eppure si è calato nel ruolo con la naturalezza di uno che sembra nato a Genova, con questi colori cuciti sulla maglia e sulla pelle. “Credo di capire, se non passo per presuntuoso, cosa vogliano i tifosi da un giocatore, semplicemente perché tifoso lo sono stato anche io. E sotto certi aspetti penso che il nostro gruppo, per impegno e unione, non stia deludendo e mai deluderà”.

Valori semplici, idee limpide, determinazione ferrea. Un capitano lo vedi pure da piccoli, grandi particolari. Come organizzare una cena per i dipendenti della sede. O come portare al campo i quattro figli per trasferire il concetto di famiglia. O come scrutare su internet siti e blog per comprendere come la pensino i tifosi. “E’ motivo di orgoglio incontrare i tifosi domani al Genoa Store al Porto Antico. Come lo sarà ritirare il premio dedicato a Robertino Ferrarazzo. Non ho fatto in tempo a conoscerlo, però mi hanno descritto la gioia di vivere che sprizzava, la forza che aveva di andare avanti, le lezioni che dava con il suo esempio. Era uno che sorrideva alla vita, anche se la vita gli aveva tirato un brutto scherzo. A volte sarebbe opportuno fermarsi per meditare sulle cose”.


Dopo due anni di vacche magre, è tornato, dicendolo sotto voce, un periodo fecondo per allattare speranze e prospettive. “Dopo le delusioni nel recente passato, ci sta che i tifosi sognino e respirino una bella aria. Noi dobbiamo tenere i piedi per terra, mantenendo un profilo basso. In fondo siamo riusciti a centrare questa serie di vittorie con le armi del cuore, della grinta, della comunione d’intenti. Sotto l’aspetto tecnico e tattico, abbiamo margini di miglioramento e, su quelli, dobbiamo lavorare”.

E chissà che un giorno non sia lui a partecipare, come capitano giocatore o non, a una prossima edizione della Pioneers Cup in Inghilterra. A Villa Rostan c’è fermento in vista della partenza della squadra, guidata da Claudio Onofri e composta da sedici tifosi doc, con l’aggiunta di alcune glorie del passato, per le sfide con le rappresentative del Fc Sheffield e del Recreativo Huelva. Un torneo che raduna chi ha inventato il calcio o, per primo, ha contribuito a diffonderlo in nazioni come Italia e Spagna. “Penso che per il Genoa e i nostri supporter sia un onore andare nella patria del football e portare lassù la nostra grande storia. Le radici e le tradizioni vogliono dire tanto, non c’è futuro se non si ricorda da dove si venga e non si valorizzi il passato. E’ questo lo spirito del calcio, lo spirito in cui il Genoa si identifica. Formulo alla squadra l’in bocca al lupo mio e dei compagni. Portate a Genova la coppa, vogliamo esporla al museo”.

 

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