Genoa, Perin “Non credo che andrò via Grifone”

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GENOVA 13 LUG.  A tre mesi dall’infortunio Mattia Perin ha compiuto passi da gigante. Un big big. Copre la porta con voli d’angelo e salta tra i pali come un canguro. In anticipo sulla tabella, si allena in gruppo. L’unico veto, finché dura, è non disputare le partitelle. Capito, Mattia? Poteva essere l’estate dell’Europeo con la Nazionale, dopo il Mondiale in Brasile. E invece. “Mi sono messo sotto a Villa Stuart. Devo dire tanti grazie. I primi al prof. Mariani e a chi lavora in quel centro d’elite”.

 

Forse di segreti non ce ne sono. Ma la sorpresa per un recupero così veloce, è di quelle che non si dimenticano. “E’ emerso lo spirito di abnegazione e la voglia di sacrificio che c’è in ognuno di noi, i risultati sono questi” abbozza modesto. Il ciuffo che va per le sue, la barba a mo’ di moquette. “Credo che sia importante dare la migliore versione di se stessi in ogni cosa che si fa” ribadisce nella sala stampa di Neustift. “Sarebbe un errore accelerare i tempi. Ho sempre pensato giorno dopo giorno. Il primo è stato il mese più difficile”.

 

 

Le vie del mercato sono infinite, si sa, lui sembra aver piazzato le tende. Nella porta che da ragazzo sognava di occupare, quando tifava in tribuna e guardava quel vulcano dietro la porta nord. “Ho ancora da dare molto al Genoa, non credo ci sia il rischio di andare via”. La nuova stagione si apre nel segno di un altro tecnico. “Facevo il terzo quando giocava Juric. Poi il mister l’ho ritrovato alla guida della Primavera. Con il Crotone ha compiuto un miracolo. Ha tirato fuori il meglio dai giocatori, esaltando le loro caratteristiche”.

 

Il ritiro è un periodo fondamentale, in cui gettare la colata e cementare lo spirito di gruppo. “Si fortifica a soffrire insieme. Lo zoccolo duro è qui in Austria, aspettiamo Rincon e gli diciamo di muoversi. Si troverà bene col nuovo allenatore, un lottatore, un guerriero come lui che ha sempre dato tutto. Dispiace che non ci sia più Gasperini. La migliore scelta non poteva che ricadere così. Gli infortuni mi hanno lasciato qualcosa in più a livello caratteriale”.

 

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