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Genoa, Perin “Il mio futuro è qui”

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Mattia Perin

GENOVA 10 GIU.  Ma com’è bello il golfo dalla terrazza dell’Hotel Mediterranee di Pegli. Si vedono barche, ombrelloni, sbracciate in mare. Aria impregnata di salsedine e di casa. Aveva quindici anni Mattia Perin quando depose la sua valigia in una delle stanze riservate alle giovani promesse. Spegneva la luce mica quando scattava il coprifuoco, ennò, cullando il sogno di diventare calciatore e spiccare il volo verso la Serie A Tim. La squadra più antica d’Italia, la maglia indossata al Mondiale. Una lezione a scuola, l’altra in campo. La macchina del tempo regala ricordi e suggestioni. Lega passato e presente. Porta avanti un’idea di futuro. “Il mio futuro è oggi. Ho sempre detto che qui sto molto bene. Resterò al Genoa il prossimo anno con tanta voglia di riscatto e per prendermi una rivincita insieme ai nuovi e vecchi compagni. Punto a essere pronto per il ritiro, per la prima amichevole. Per questo ho prolungato gli allenamenti”.

Al ‘Signorini’ di Pegli sta ancora sgobbando come un mulo per riacquistare elasticità, tono muscolare, padronanza nei movimenti. Vola alto Mattia per superare gli ostacoli, smanacciare un destino che lo ha fatto crescere. “Penso di essere una persona diversa. Rispetto all’altra volta ho dedicato più tempo a me stesso, non ho voluto accorciare i tempi. Credo di aver fatto un’ottima fisioterapia. Mi ha fatto davvero piacere ricevere gli attestati di affetto, molti da miei colleghi. Vuol dire che mi sono fatto ben volere dando spazio ai valori che porto dentro. In Nazionale la concorrenza è forte. Sta a me dimostrare di essere tornato ai miei livelli, è un pensiero che mi carica come una molla. Sul futuro del Genoa, dico che sono grato al presidente e alla famiglia Preziosi. Mi hanno preso che ero un ragazzino. Quello che deciderà di fare il presidente, sarà la cosa giusta per il Genoa”.

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