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Genoa, Pellegri simbolo di un settore giovanile vincente

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Pellegri

GENOVA 30 MAG.  Un gol entrato nella storia. Il primo giocatore nato nel 2001 a segnare in Serie A Tim e nei cinque maggiori campionati professionistici europei. Dopo il record di più giovane esordiente, eguagliando il mitico Amedeo Amadei, Pietro Pellegri ha fatto centro un’altra volta. In rete alla prima da titolare. Terzo marcatore più giovane di sempre nel massimo torneo italiano.

I riflettori che si sono (ri)accesi non sono di intralcio all’insospettabile naturalezza, solo per certi versi, con cui sta vivendo il tutto. Corre veloce il simbolo della Cantera del Genoa a chilometri zero, come quando si invola verso l’area. Un bacio ai compagni prima di congedarsi all’aeroporto. E un’accoglienza al Cristoforo Colombo che forse non si aspettava, ma non lo ha spostato di un millimetro. C’erano famigliari, parenti, amici. E mezzo Genoa Club Pegli. “E’ un sogno che inseguivo sin da piccolo. Sono felice per me e mio papà Marco (team manager della squadra, ndr)”.

Una soddisfazione condivisa da tutto il Genoa. A partire dai tanti allenatori avuti nella scuola calcio e poi nel settore giovanile. Ferrara, Bianchi, Carrozzino, Bugli, Gervasi, Brunello, Chiappino e Stellini. Sino ad arrivare ad adesso. “So che devo lavorare tantissimo. Ringrazio i tecnici avuti in passato, la società, mister Juric e i compagni che mi sono stati vicini. Prima che iniziasse la partita mi hanno rassicurato e dato forza. E’ stata un’emozione partecipare a una giornata storica come l’ultima partita di Totti nella Roma. La racconterò ai miei figli. Sono circondato da persone che mi vogliono bene e mi considerano uno di loro. Ho come la sensazione di esserci sempre stato. Io che sono cresciuto a pane e Genoa, per la passione che mi ha trasmesso mio papà, so che la prima cosa che devo fare è restare umile e tenere i piedi per terra”. Beato lui che con i suoi 188 cm riesce però a toccare il cielo con un dito.


 

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