GENOA, PANDEV SI PRESENTA “ITALIA MIA SECONDA CASA”

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pandev-napoli-goalGENOVA 11 LUG.  L’Italia la “mia seconda casa”. Il Museo della Storia del Genoa, al Porto Antico, per varare il ritorno. Certe parentesi durano tanto, altre si chiudono in fretta. Goran Pandev non ha resistito alle sirene, dopo una stagione in Turchia. “È stato un anno difficile, forse una scelta sbagliata, non è andata bene. Resta comunque una bella esperienza per me e la famiglia. È stato difficile adattarsi, poche regole e non capivo la lingua. Con cinque stranieri utilizzabili su nove, venivo impiegato solo in Champions League”.

 

La Serie A Tim riaccoglie uno dei giocatori con il palmares più fornito. Ha vinto tutto a livello di club e il primato di reti con la Nazionale macedone è un’altra medaglia al petto. Con tanta voglia di aggiungerne altre nel club di calcio più antico in Italia. “Mi sento di poter dare tanto, prima devo mettermi a posto fisicamente. La condizione la troverò con gli allenamenti e le amichevoli. Sono felice di essere approdato in una squadra importante, con una grandissima tifoseria. In questi primi giorni ho capito che si corre tanto”.

 

 

La corte del Genoa ha fatto breccia. È sempre piaciuto al presidente Preziosi. Bang. Il colpo di mercato è stato centrato. “I contatti sono iniziati a gennaio, il Galatasaray non mi lasciava andare. Avevo altre offerte, ho dato la mia parola ed eccomi qua. Risale a due settimane fa la firma del contratto. È stata importante la presenza di mister Gasperini. Ho scelto il Genoa anche perché gioca un calcio spettacolare, offensivo, divertente. L’ideale per un attaccante. Con lui mi ero allenato a Pinzolo una decina di giorni prima di trasferirmi al Napoli. La stagione è lunga e ci sarà spazio per tutti”.

 

Se l’appetito vien mangiando, il suo è sanissimo. “Un obiettivo può essere emulare la stagione scorsa, fare tanti gol, vincere i derby. Alzare un trofeo come la Coppa Italia. Ne ho vinte tante, porto fortuna” dice allungando il sorriso. “All’Inter sono stato compagno di Burdisso prima che andasse alla Roma. Gli altri compagni li conosco da avversario. Sto dando una mano a Lazovic, il campionato italiano è difficile: è un bravo ragazzo e un bravo calciatore”. Maglia numero 21, soldato Goran. “La data di nascita del primo figlio”. Ora, il campo.

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