Genoa-Napoli, Juric “Non ci snatureremo”

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Juric

GENOVA 21 SET.  Genoa e Napoli, come dire? Due cuori e una capanna. Ma per novanta novanta minuti mors tua e vita mea. Di tacco o di punta. Di testa o di schiena. La polpa è sempre la stessa, conta metterla dentro. Come ha verificato il Grifone con il Sassuolo. Tanto gioco. Molte occasioni. E alla fine la frittata si è cotta al rovescio. Urge un Genoa con Dna Genoa. E le ugole del popolo genoano per fare muro contro il miglior attacco del torneo. Dodici gol in quattro partite. Vedi Napoli e poi muori? Forse no. E’ mister Juric, nella città del “che l’inse?”, a radunare i propositi per la sfida alla capolista. Luci al Ferraris, tutti dentro. “Non voglio snaturare il Genoa”. Dietro al motto che scaturisce, c’è la voglia di combattere del tecnico croato. Uno che quando era in campo non indietreggiava di un centimetro.
Tolto il dente della prima sconfitta dopo tre mesi, la bocca è rimasta asciutta e la sete si fa sentire. “Rivedendo la partita credo che a Reggio Emilia abbiamo fatto fatto una buonissima prestazione per carattere, gioco, possesso. Penso sia stata una delle migliori, se non la migliore. Ci siamo sbilanciati, questo sì, in quei dieci minuti. Mi dispiace alla fine aver mandato il messaggio che abbiamo commesso troppi errori”. Visto il poco tempo per recuperare, si può pensare a un turn-over per domani? “A Crotone l’ho fatto spesso, cambiandone pure sei o sette. Io sto scoprendo i giocatori a poco a poco, in questo periodo cerco e mi servono certezze. Siamo in una fase di studio reciproco, una certa stabilità è importante. Con il tempo sarà più facile dare occasioni a tutti”.
Un avversario peggiore per il Genoa non poteva capitare. Ma guai a fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Pronti a combattere su ogni pallone e sia quel che sia. Ma come si ferma questo Napoli? “Sarri mi ha sorpreso in positivo. E’ tra i top in Europa come Guardiola: o guardi il Manchester City per divertirti o guardi il Napoli. Gioca un calcio fantastico, ma io non voglio snaturare la nostra mentalità. Si può prendere qualche rischio, però io voglio giocarla. Loro sono bravissimi nel possesso, nelle ripartenze, nella fase difensiva. Non sono soltanto una macchina da gol. E’ difficile trovare punti deboli. Sono una squadra stra-completa e con una umiltà fantastica, con gli esterni che ripiegano a comporre una linea a sei. Il Napoli è tanta roba”.
Alla vigilia passano i pensieri e quanto sono fresche le sensazioni dopo la gara di domenica. “Provo rabbia se ripenso agli errori. Ai miei giocatori per allenarli devo voler bene, se no non riesco a fare l’allenatore. A volte l’allenatore si può deprimere un po’, ma io l’ho detto ai ragazzi che, se giochiamo così in trasferta, quelle gare le vinciamo. I miei giocatori sono il top per me, ma non dimentico che siamo il Genoa e una squadra normale”. Che Napoli sarebbe stato con Pavoletti inseguito in estate? “Il Napoli è forte. Milik sta facendo cose fantastiche, poi c’è Gabbiadini che è pericoloso con quel sinistro. Pavo è tanta roba. Domenica è stato sfortunato in diverse occasioni”. Ci sarà il ritorno a Genova di Milito. “Abbiamo fatto belle cose insieme, a modo suo è stato un trascinatore. Mi farà tanto piacere rivederlo”.
Sarà un Genoa senza le geometrie di Veloso a centrocampo. “Ci mancherà. E’ sempre uno dei migliori per corsa e pressing. E’ fantastico per come fa girare la squadra, sa quando abbassare il ritmo e come gestire le situazioni. Ha sbagliato”. Che Genoa vuole in definitiva? “Un Genoa che giochi da Genoa e produca, a livello di gioco, quel che produce dall’inizio della stagione. Ecco, magari aumentando l’aggressività in maniera stratosferica e mettendo più cattiveria nelle azioni decisive. Questo serve contro il Napoli”. Se potesse quale giocatore toglierebbe agli avversari? “Callejon. Ti taglia sempre e non ci capisci niente, è il più difficile da marcare e ha già fatto cinque gol. Se giocheremo a quattro? Noi giochiamo sempre a quattro (ride, ndr)”. Il record degli abbonamenti? “Nessun effetto Juric. Siamo partiti bene e magari questo ha stimolato”.

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