Genoa, Laxalt “Siamo Duri a Morire”

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Laxalt ai tempi dell'Empoli
Laxalt ai tempi dell'Empoli
Laxalt ai tempi dell’Empoli

GENOVA 11 NOV.  Non è il caso a guidare il destino. Gli indizi sono abbastanza per dire che questo Genoa non molla mai. Si rialza dalle sabbie mobili. Lotta con un cuore che non ha bisogno di valvole, per pompare senso di appartenenza e sangue rossoblù. Chi c’era l’anno scorso sta trapiantando i concetti nei nuovi arrivati. Sempre meglio andare in vantaggio. Ma, se vai sotto, puoi recuperare e tornare su. Diego Laxalt si sta confermando giocatore di valore, verve giovane per il club più antico in Italia. “A Frosinone siamo stati bravi a raddrizzarla in dieci, non era facile a quel punto, però ci abbiamo creduto e siamo stati premiati dall’atteggiamento nella ripresa” dice l’esterno uruguaiano, medaglia d’argento nel 2013 al Mondiale Under 20 e di bronzo al Sub 20. Resistente come una quercia. Punte di velocità non similari a quelle delle auto nei rally, viste sfrecciare sotto il naso nel ritiro in Ciociaria. Ma insomma.
E chissà che continuando così il ct della ‘Celeste’, Oscar Tabarez, non punti i fari su di lui per fare un pezzo di strada insieme. Prima o poi arriverà in Sudamerica l’eco del rombo che emana sulla fascia, musica per le orecchie di chi ama sterzare qua e là senza andare in riserva. Ops. “E’ una mia caratteristica mettere al servizio dei compagni le doti atletiche e sono felice se riesco a rendermi utile. Penso che dobbiamo continuare a darci dentro, ma sono ottimista perché vedo le potenzialità per toglierci delle soddisfazioni”. Alla scuola di mister Gassperini sta crescendo sotto il profilo tattico. A 22 anni c’è un mondo intero di cui andare alla scoperta. “Abbiamo avuto vari imprevisti in questi mesi, speriamo che la situazione si normalizzi e vedremo di far divertire i tifosi”.

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