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GENOA, LA GIOIA DEL DEB. MARCHESE “UN ESORDIO DA SOGNO”

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marchese_giovanniGENOVA 24 OTT. Prima partita, primo assist, prima vittoria. Hip, hip, hurrah. E lo zampino nell’occasione del secondo gol. Valeva la pena mettersi in fila per gustarsi un esordio così. Con l’orgoglio di vestire la maglia del club più antico d’Italia. E le emozioni in uno stadio che ne regala di uniche o su di lì. Alla fine è stata festa sotto la Nord, la Sud, i Distinti. Braccia alzate, yes we win e fine delle trasmissioni. In fase propositiva una prestazione da stantuffo, attento a non scoprirsi le spalle. In fase difensiva una concentrazione computerizzata, vero punto di forza di un elemento come Giovanni Marchese da Caltanissetta. Sostanza più che forma, fatti più che parole. A volte ci vogliono.

“E’ stata una domenica piena di tante cose e significati. Sognavo un rientro positivo a livello di squadra ed è andata bene. Abbiamo ottenuto una vittoria importante e il mio compito è stato facilitato dai compagni, bravi a mettermi nelle condizioni di restare tranquillo. Quando non giochi da tempo, ci sta pagare dazio ma questo non è stato il caso”. Mai un atteggiamento fuori posto. Mesi a spingere a tavoletta, aspettando il momento di liberare il gas. E’ arrivato. “Mi sono allenato al 100%, questo sì. E un ringraziamento lo devo ai preparatori. Mi hanno seguito e stimolato in ogni frangente”.

Non si vive di passato. Nel calcio, come nella vita, si guarda avanti. “La Juventus è la squadra più forte, aggredisce gli avversari senza concedere spazi. Vogliamo affrontare questo incontro come gli altri, né più, né meno. Preparandoci per giocare la partita senza timori e con l’obiettivo di centrare il risultato. Senza pensare che gli avversari possano subire dei contraccolpi, a livello di stanchezza, dopo la partita di Madrid. E’ una squadra abituata a sostenere gli impegni ravvicinati”.


In un Genoa che vuol diventare coro, fatto di voci da sincronizzare in un tutt’uno, ci sta una sana rivalità per guadagnarsi un posto al sole nell’undici titolare. Senza calpestare piedi in giro. “Con Antonelli non esiste dualismo, si è instaurato un rapporto stupendo e poi è un ragazzo di cuore”. Prima o poi mica sarà difficile vederli giocare insieme. Vai tu, che resto io.

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