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Genoa, Juric “Dobbiamo fare un salto di qualità”

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Juric

GENOVA 9 SET. Due settimane di lavoro, complice la sosta, per lavorare in profondità e cementare le basi.

Dopo due prove positive che hanno portato consensi più che punti, la squadra si appresta a scendere in campo alla Dacia Arena, per evitare le trappole e cavare qualcosa di nutriente da mettere sotto i denti. Alla vigilia mister Juric parla della squadra. Fissa le aspettative, chiede un salto di qualità. Non solo bel gioco. Più determinazione. Più cattiveria per portarsi a casa le partite. “E’ stato un periodo soddisfacente” esordisce il tecnico croato.

“Queste settimane sono state utili per alzare il livello dei giocatori, in particolare di alcuni, sotto l’aspetto dell’inserimento e delle condizioni fisiche. Bertolacci si è allenato in questi ultimi giorni ed è a disposizione. L’Udinese? E’ una squadra con tanta forza fisica e velocità, incisiva sui calci piazzati. Non sono partiti bene, la rosa però è all’altezza. Con la partenza di Thereau e l’innesto di Maxi Lopez, hanno guadagnato in certezze tattiche. Troveremo avversari con voglia di reagire davanti al proprio pubblico”.


Dalla Liguria non saranno pochi i supporter a muoversi per il Grifone. Proprietario dell’elisir di lunga vita, visto il compleanno n° 124 festeggiato due giorni fa. “Mi piacerebbe che ci confermassimo sui livelli di gioco espressi, ma con una maggiore convinzione nei propri mezzi per cercare i tre punti. Abbiamo insistito su questo aspetto. Le basi ci sono. Serve un salto in avanti, a livello di mentalità, per vincere le partite. In attacco la concorrenza è forte, gioca chi sta meglio. Ricci può darci una mano: lo vedo indietro a livello fisico, nel ruolo di trequartista fa pure tanta legna. Pandev è reduce da due partite in nazionale e sta bene. Il nostro valore? Credo di avere una rosa competitiva. Abbiamo fatto le operazioni che avevamo in testa, nel range delle nostre possibilità e del nostro budget. Ci siamo fatti una ragione per il mancato arrivo di un mediano. Inutile prendere per prendere. A me va bene così. Abbiamo optato per non chiudere lo spazio a elementi come Omeonga, Cofie e Brlek che possono crescere e offrire un contributo. Dipende da noi, l’ho detto ai ragazzi. Da come ci alleniamo, giochiamo, ci prepariamo. Sono convinto che possiamo fare un buonissimo campionato”.

Dopo due prestazioni doc, come il famoso prosciutto di San Daniele, è rimasta la fame di assaporare la prima vittoria. Non sarà facile. In campo si va con questo obiettivo. I conti si fanno al triplice fischio, come quando si lascia la tavola. “Parlando di singoli Lapadula non è al massimo della forma, ma è forte e lo voglio vedere subito. Laxalt è abituato ai voli transoceanici, va là e torna indietro senza giocare. Per Izzo nulla è cambiato, non è disponibile e non lo ho neppure provato. Rigoni può fare il centrocampista, ma si sente meglio in una posizione avanzata, per sfruttare gli inserimenti in area. E’ stato uno dei migliori l’anno scorso. Ho deciso di puntare, come scelta tecnica, su altre caratteristiche in avanti, privilegiando elementi come i trequartisti puri. E’ una scelta da cui resta penalizzato e, a livello umano, difficile visto il rapporto esistente. Si allena in maniera normale, è un giocatore valido. A volte mi capita di doverne escludere sette quando ti avvicini alla partita, per il motivo che siamo in tanti. Centurion sta lavorando bene, anche se ci sono cose da migliorare. C’è differenza tra il calcio argentino e il nostro. Se va avanti così ci darà una mano”.

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