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Genoa, Juric “Cambieremo qualcosa”

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Juric

GENOVA 25 OTT.  Cerotti e bende da lasciare nello spogliatoio. Il Genoa c’è ed è in salute. In fondo all’analisi approfondita del derby, come certi rimasugli di caffè nella tazzina, si deposita la sensazione di aver commesso alcune ingenuità, avendo giocato però una signora partita. In alto i cuori, così. Serve reagire compatti, resettare il film della stracittadina, riprogrammarsi per il Milan. Il tempo stringe, meglio così? “Non so se sia una fortuna rigiocare subito” esordisce mister Juric a bruciapelo. “Abbiamo disputato la migliore partita a livello di gioco, con due traverse colpite, due gol segnati, di cui uno annullato, numerose occasioni. Siamo entrati in area tante volte. Potevamo fare meglio nelle marcature preventive, nell’attenzione sul secondo gol, nei contrasti e in altre situazioni decisive. Da migliorare ci sono sicuramente alcuni aspetti come la furbizia. Mi lascia rabbia la sconfitta, se fosse stata una gara normale ci passerei sopra. Invece il derby è meglio giocarlo male ma vincerlo”.

Volere è potere. Una partita tira via l’altra e al Ferraris arriva subito il Milan nel suo periodo più positivo. “È un Milan che sta bene, molto umile, con tantissima qualità. A volte gioca in un modo, altre in un altro. Contro Fiorentina e Juventus hanno preparato le gare in modo perfetto a livello difensivo, senza concedere spazi e in certi frammenti componevano quasi una linea a sei. È una squadra che sta diventando grande, con soluzioni e giocatori dal peso offensivo come Bacca, Suso, Niang e Bonaventura. Prevedo una partita molto difficile. Qualcosa cambierò a livello di formazione, ma non molto. Pavoletti? Non è pronto per partire dall’inizio, ci sarà Simeone. Sul loro impiego contemporaneo dobbiamo lavorare, in futuro non butto via una soluzione di questo tipo. La squadra è consapevole di aver fatto la sua migliore partita. Ci sono stati 20, 25 minuti di assedio totale. Dobbiamo rialzarci subito e puntare a fare bene. Il morale? Ci sono sconfitte e sconfitte. Spero ci sia una buona reazione”.

 

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