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GENOA, I RICORDI DI DONNARUMMA “ESPERIENZA FANTASTICA MA MILAN, VOGLIO BATTERTI”

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donnarumma-antonioGENOVA 20 NOV. Che tempi, quei tempi. Questi tempi. Non pochi i giocatori nella rosa del Grifo, cresciuti nel florido parco Milan. E che vorrà dire se a livello giovanile? L’impianto resta. E i fiori, prima o poi, sbocciano. “A Milano arrivai a 14 anni dalla Juve Stabia. Ero già una pertica, ma non così. Ero alto un metro e 85 e l’ok tecnico, al bando le castronerie, lo diede il preparatore Navazzotti. Ricordo con affetto anche gli altri istruttori: da Pinato, a Romano, ad Abate il padre di Ignazio. E i compagni nelle varie squadre. Vivevo in convitto nel centro di Milano coi miei sogni, le mie debolezze, la voglia di sfangarla. In età Primavera mi trasferii poi a Gallarate. Il Milan è stato importante per la formazione calcistica e, soprattutto, personale. Mi ha indicato la strada per diventare uomo. Ho passato cinque anni lì, non un battito di ciglia”.

Ora Antonio Donnarumma ha 23 anni, è alto 1.95, ha esordito in serie A Tim, parando gli spilli, lo scorso campionato, nella trasferta di Bologna. Alle spalle un campionato cadetto da titolare. Quando i fiori sbocciano, succede che vengano su abbinando altezza e reattività. “La fortuna di noi portieri del Genoa è che abbiamo i due preparatori migliori. Spinelli e ‘gatto’ Scarpi, io la penso così. Hanno creato un gruppo magnifico tra di noi, si suda, si va a cena e a pesca insieme. Sarà dura mantenere la porta inviolata con il Milan, sarebbe fantastico prolungare la serie positiva. A San Siro, vambè, al Meazza non ho mai giocato. Qualche panchina, nei mesi, gli ultimi, in cui facevo il terzo. Ammiravo Dida per la professionalità, tra i primi ad arrivare, gli ultimi ad andarsene. Abbiati per la sicurezza tra i pali, l’impegno durante gli allenamenti”.

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