Genoa, Gasperini “Voglio un Grande Grifone”

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Gasperini
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GENOVA 21 NOV.  Non capita a tutti gli allenatori di essere invitati a inaugurare l’anno accademico all’Università. Una medaglia al valore tecnico e alla capacità di relazionarsi sul tema ispido delle simmetrie, che l’allenatore del Genoa conserverà tra i suoi ricordi terminato il discorso per l’ateneo di Genova. E se è vero che gli esami non finiscono mai, domani con il Sassuolo si presenta spesso. Serve un Genoa in palla per frenare la squadra emiliana. Forse meno spettacolare rispetto al passato, però più solida e concreta.
Una squadra che sembra avere imparato la lezione a memoria. “I nostri avversari hanno affinato gli automatismi in un percorso di continuità, basato su un progetto tecnico importante con lo stesso allenatore, con il tempo di sviluppare conoscenze e amalgama, un piano di investimenti ingente da parte della società. Il discorso del bacino di utenza vale più per le televisioni che in campo dove si va sempre in undici. Le risorse economiche alla lunga spostano gli equilibri”. La classifica vede il Grifone nel gruppone di squadre raccolte in pochi punti. “Abbiamo una classifica normale non deficitaria, tenuto conto dei fattori che hanno inciso. E’ chiaro che puntiamo a un allungo per migliorare la visione della graduatoria, siamo una decina di squadre poco distanziate l’una dall’altra. E’ un campionato difficile ed equilibrato. Da qui a Natale speriamo di sfruttare un calendario, sulla carta e almeno in casa, probabilmente più agevole”.

Recuperare gli uomini e trovare la migliore condizione è un mantra che continua a risuonare a Villa Rostan, cinquecentesca casa del Genoa. “Fa specie a fine novembre fare ancora certi discorsi, dover valutare le potenzialità di alcuni giocatori e complessivamente del gruppo per i noti motivi. La partita di domenica è un test contro una squadra che invece ha maggiori certezze, occupa il quinto posto e ha collezionato tanti punti battendo avversarie come Napoli e Juventus. E’ una posizione meritata e, al di là del nome magari non altisonante come quello delle big, dobbiamo prepararci ad affrontare il match con lo stesso puntiglio, col quale siamo scesi in campo contro i migliori”. La chiosa è sugli ultimi accadimenti. “Credo nel valore del calcio e dello sport per lanciare messaggi, anche se non si risolvono con questi il problema. Soprattutto per fare in modo che i giovani non prendano strade sbagliate come in certe banlieue parigine ed evitare che crescano focolai. La realtà dice che siamo in questa situazione”.

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