Genoa, Gasperini “A Sassuolo per vincere nuovamente in trasferta”

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Gasperini
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GENOVA 8 MAR.  Una partita per avvicinarsi alla matematica salvezza, dare continuità alla vittoria con il Frosinone e trovare la medicina per il mal di trasferta. Il tallone d’Achille che ha fatto zoppicare un Grifone capace di viaggiare a velocità sostenuta nel 2016. Quarto per bottino di punti in Serie A come il Sassuolo. Fatti non opinioni. “Ci piacerebbe mettere un freno a questa situazione. Se vogliamo fare risultato dobbiamo affrontare questa gara al massimo della condizione” sottolinea mister Gasperini. “Giochiamo contro una squadra che si trova in alto e si sta comportando bene, questa è una occasione per misurarci. Veniamo da una striscia di tredici partite in cui abbiamo centrato dei bei risultati. I numeri qualche volta hanno un significato preciso e in questo caso lo hanno”.
Per certi versi il Sassuolo sta ricalcando lo straordinario torneo del Genoa nella stagione trascorsa. La mano di De Francesco sta incidendo come quella di Gasperini. “Credo che sia un collega molto bravo. Si è imposto nella categorie inferiori e ha conquistato la Serie A con i risultati. Sta facendo bene a forza di gioco e prestazioni nel contesto di una società forte e capace. Oltre che per l’espressione di gioco, il Sassuolo mi piace perché utilizza molti calciatori italiani. Dopo il match dell’andata eravamo lanciati in classifica, dopo iniziò a girare storta e incappammo in una serie di partite terribili, anche per via di situazioni imprevedibili e ci ritrovammo in un periodo di difficoltà. Da un calendario che ci avrebbe potuto portare in alto ci siamo dovuti invece fermare”.
Tra le cause del differente rendimento tra partite in casa e in trasferta ve n’è una che più di altre forse ha inciso. Ora il Genoa prova a sferrare i colpi come uno scalpello nella roccia. “Siamo stati poco prolifici lontano dal Ferraris, se non segni hai poche possibilità di vincere, tanto più che gli 0-0 sono stati pochi nella prima parte del torneo. E’ vero che ogni campionato presenta la sua storia: la scorsa stagione eravamo venuti fuori nel finale, pur viaggiando sempre nei quartieri alti. In questa siamo stati a lungo nella parte bassa, ma non siamo mai stati invischiati nella lotta per non retrocedere. Abbiamo un solo punto di vantaggio su quattro squadre. C’è un campionato fatto di sette, otto squadre. Le altre sgomitano nel giro di pochissimi punti per spartirsi le posizioni”.
L’elasticità del mister e le contingenze dettate dagli imprevisti hanno portato a rivedere in corsa la fisionomia del team. Non è facile partire in un modo ed evolvere in un altro. Tant’è. “Siamo partiti contando su certe caratteristiche. Mancando poi alcuni interpreti non è stato più possibile e da gennaio abbiamo lavorato sulle alternative. C’è stata una crescita tecnica e con il passare del tempo abbiamo recuperato. Per cause di forza maggiore abbiamo sempre avuto quattro o cinque novità in formazione. Bisogna dare atto ai giocatori della loro adattabilità per le prestazioni evidenziate. Il calendario ultimamente presentava molti rischi, ma ci sono state solo pochissime prestazioni negative e i risultati sono in linea con quanto prodotto. In questo finale mi auguro si manifesti una maggiore fiducia, giocare con meno preoccupazioni non significa staccare”.
Una fiducia che si sta facendo largo all’interno di uno spogliatoio compatto e unito, in cui tutti hanno remato sempre dalla stessa parte e con forza. “Prima della partita con il Carpi si facevano gli stessi discorsi, restano solo chiacchiere. Occorre restare fortemente concentrati perché troveremo avversari, chi per un obiettivo e chi per un altro, con le stesse grandi motivazioni. Dobbiamo verificare cosa siamo capaci di proporre e, a livello di motivazioni, a che punto siamo. Questo è ciò che può portarci a un finale importante. Le pressioni passate ci devono portare a giocare con la mente più libera, però con la stessa carica agonistica e determinazione. E’ stata una settimana molto bella, ora serve mantenere alta la tensione. Spetta a me puntare su chi esprime la migliore condizione psico-fisica che valuto durante gli allenamenti. Venendo ad altre situazioni non ho mai parlato di gruppi o di ultras e credo di non aver diffamato nessuno. Aspettiamo la data per vedere. E’ una condizione questa che si vive e si sente e lo si è visto domenica allo stadio. Di sicuro se siamo compatti siamo più forti”.
Con il probabile rientro dal primo minuto di Ansaldi, anche Cerci e Pavoletti sono stati inseriti tra i convocati. Il coefficiente di pericolosità offensiva è destinato a lievitare. “Non credo che dispongano ancora di una condizione idonea. Noi lavoriamo un po’ su tutti. Matavz per esempio deve sfruttare il gioco aereo e giocare più vicino alla porta. La storia insegna che in certi periodi gli attaccanti non segnano per un po’, la differenza la si fa sotto il profilo della determinazione quando conta. Suso è un giocatore che ha segnato poco in carriera forse perché giocava distante dalla porta. Quelli rapidi e brevilinei come lui, bravi a smarcarsi e andare alla battuta, sono quelli che trovi in cima alla classifica dei cannonieri”.

 

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