Genoa, Gakpe “Carichi Per il Sassuolo”

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Gradinata Nord del Genoa
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Gradinata Nord del Genoa

GENOVA 19 NOV. Il dolore per gli ultimi accadimenti è un ‘chiodo’ che fa male. “Sono cose fuori dal mondo. Prego per le vittime e per le famiglie”. Asciutto così. Serge Gakpé ha vissuto da vicino altre tragedie, ferite che il tempo non sutura. Il calore della famiglia come porto sicuro. Luogo di pace per andare avanti, vivere la vita, concentrarsi sul lavoro. Parla in italiano lentamente, si fa capire. “Avevo iniziato a studiarlo prima di venire. Genova mi ricorda Monaco, è lunga, montagne vicine al mare”. Numeri, gol, assist. Il Genoa si è mosso in anticipo e fiutato l’affare. Al centro del mondo ci sono il piccolo Warren e la moglie Eloise. Quante volte il pollice in bocca, a mo’ di ciuccio, per salutare il suo bambino. Il concetto di famiglia “al Genoa è molto forte: i compagni mi hanno aiutato a capire velocemente, facendomi sentire uno di loro e dandomi tante spiegazioni”. In campo va come una freccia. “Forse la velocità è la dote migliore, mi piacciono anche il tennis e il basket. Giocare in uno stadio come il nostro dà una carica aggiuntiva, mi piacciono i campi dove si sta a contatto con il pubblico. Il tempo libero lo dedico alla famiglia. Siamo stati a Milano e a Forte dei Marmi. Domenica ci aspetta una partita difficile contro il Sassuolo. E’ una fase importante del campionato, fare punti è l’obiettivo per guardare al futuro con fiducia”.

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