Genoa-Empoli, Juric “Concentrati sulla sfida”

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Juric

GENOVA 16 OTT.  Va dritto per la sua strada mister Juric. E con lui i giocatori pronti a rappresentare lo spirito che governa lo spogliatoio. Se i valori in cui si identifica il Genoa sono non mollare mai, lottare su ogni palla, spostare le montagne per superare le difficoltà, la partita con l’Empoli è un’occasione per tirare fuori il petto, sbandierare l’orgoglio, puntare alla prestazione. “Sapevamo da tempo delle assenze” racconta il tecnico croato in sala stampa, dopo la consueta scorpacciata di filmati in ufficio. “Mancano quattro giocatori in attacco. Nonostante tutto siamo fiduciosi perchè abbiamo lavorato tanto per adattarci e sfruttare altre caratteristiche. L’Empoli ha giocato buone partite per esempio con Lazio e Torino, non raccogliendo risultati in linea al prodotto. La filosofia di gioco ricalca quella che adottava Giampaolo e prima Sarri. Non pensiamo al derby. Siamo concentrati su questa partita fondamentale. Siamo in buona posizione ed è una bella occasione”.
A ventiquattro ore dalla partita i giochi sembrano fatti per l’undici che scenderà in campo. Contando sull’apporto decisivo che può dare chi subentra a gara in corso, come in altre circostanze che hanno fruttato gol e punti. “Sulla sinistra giocherà Edenilson per interscambiarsi con Laxalt. Si è allenato durante la sosta per ricoprire quella posizione, con le sue qualità può fare bene alcune cose. L’ultima partita intera di Ninkovic risale a dicembre, è dura che duri tutta la partita. Rincon è un giocatore fondamentale per la squadra e sono sicuro che possa fare meglio. C’è che gioca in continuazione e a volte non è facile valutare le condizioni quando rientra dalla nazionale, restano pochi allenamenti e ti fidi delle sensazioni che trasmette. E’ vero che in trasferta abbiamo fatto più punti che in casa, sono gli episodi che fanno girare le partite in un senso o in un altro. Il recupero di Ocampos e Pavoletti? A oggi stanno male e sono lontani dal rientro. Non so se ci saranno per il derby. Dipende dalle evoluzioni e Pavoletti si è anche preso l’influenza a rallentarlo”.

 

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