Genoa, Dzemaili si presenta “Pronto per Firenze”

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Il neo giocatore del Genoa Dzemaili
Il neo giocatore del Genoa Dzemaili
Il neo giocatore del Genoa Dzemaili

GENOVA 11 SET.  Guardarsi e piacersi da lontano: i campi della Serie A, come i saloni di una festa. Per poi avvicinarsi e dare il via a una nuova storia. Quella che il Genoa e Blerim Dzemaili sono pronti a iniziare. Se sono rose fioriranno. Il detto andava bene in passato, ai tempi in cui il Grifo iniziò il corteggiamento. Oggi nel giardino di Villa Rostan è tempo di veder sbocciare petali, inebriarsi del profumo, tagliare l’inutile. Non c’è bisogno di anelli. La caratura del centrocampista svizzero brilla di suo. Otto trofei vinti in carriera a livello di club. E da quasi dieci anni in Nazionale.

A fatti compiuti, nella sala delle presentazioni, è tempo da dedicare alle parole. “Il Genoa aveva provato a prendermi quattro anni fa, c’erano stati dei contatti, stavolta però è tutto scritto. Ringrazio la proprietà e il club per questa opportunità. Da avversario ho sempre seguito il Genoa con simpatia. E’ una società con una grande storia, una bella squadra, una tifoseria splendida. Credo di poter dare tanto. Avevo offerte da altri quattro o cinque club, ho scelto di venire per l’ambiente. Me lo hanno consigliato anche i compagni in nazionale”.

Cittadino del mondo, con un cervello aperto. Le frontiere del calcio sono sempre più piccole. “Mi considero mezzo italiano, la notizia del ritorno è stata festeggiata in famiglia. Mi sento a casa. L’impatto con mister e gruppo è stato positivo, noto la disponibilità di tutti. L’ultima annata al Galatasaray era iniziata bene per me con Prandelli. Poi per un infortunio sono rimasto fuori e da lì si sono rovinati i piani, tra la fatica per il rientro e la sostituzione del tecnico. Non è stato facile ripropormi”.

 

 

A Firenze ci sarà da lottare e fare argine là nel mezzo, contro una squadra specialista a fare girare il pallone a ogni pié sospinto. “Deciderà il mister se e come impiegarmi, le caratteristiche sono quelle di un mediano davanti alla difesa, il ruolo più adatto. O della mezzala con una disposizione a tre. Sono uno a cui non piace perdere le partitelle di allenamento, figurarsi alla domenica. Mia moglie mi diceva sempre che non riesco a lasciare fuori di casa le vicende di lavoro. La situazione è migliorata con la nascita di mio figlio, è cambiata la vita, ora riesco a far scivolare meglio le cose”.

 

La maglia numero 31 denota il giorno della nascita, è un omaggio al figlio. “E ai quattro trasferimenti nell’ultimo giorno di mercato”. Nel Grifone ha ritrovato un amico come Goran Pandev. “Prima a Napoli e poi in Turchia. Da cinque anni siamo compagni, oltre che amici fuori dal campo. Ad aprile mi diceva di venire al Genoa, il Galatasaray aveva altre idee. Alla fine il mercato si è evoluto velocemente, è un attaccante che tiene palla come pochi, ideale per aprire spazi e metterti in porta. Ci sono cinque o sei squadre più forti. Se giochiamo sempre come con il Verona, possiamo toglierci tante soddisfazioni”.

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