Genoa-Chievo, l’ex Rigoni “Verona Tappa Fondamentale”

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Rigoni con la maglia rossoblù
Rigoni con la maglia rossoblù
Rigoni con la maglia rossoblù

GENOVA 24 FEB.  Passato, presente, futuro. Che intreccio di emozioni, ricordi, speranze. Domenica per Luca Rigoni non sarà una partita di quelle che scivolano addosso senza lasciare traccia. “Sono stato sei anni e mezzo al Chievo, è stata una tappa fondamentale nella mia vita sotto ogni aspetto. Un’esperienza che mi ha dato. Devo solo ringraziare il presidente Campedelli e la società. Mi hanno sempre dimostrato la loro stima, poi le strade hanno preso traiettorie diverse. Se da tanti anni il Chievo riesce a mantenere la Serie A, è merito della passione e della competenza con cui operano presidente e dirigenti. E di un gruppo di giocatori formato da uno zoccolo duro che non molla mai, sa come fare a salvarsi e riesce a inanellare stagioni così”.
Le rilevazioni della gara con l’Udinese segnalano come Luca abbia corso come un pazzo, mettendosi al servizio dei compagni per fare legna nel mezzo e fare ripartire l’azione. E’ il secondo giocatore (11.412), dopo Laxalt (11.662), ad avere percorso più chilometri tra tutti quelli scesi in campo. Un tiro in porta, uno fuori, due occasioni, un assist. “Per un centrocampista è importante rendersi utili nelle due fasi. Sinceramente sto ancora rosicando per il gol che mi sono mangiato, rosico da due giorni. Ho cercato di alzare la mira per eludere l’intervento dei due avversari che mi sono trovato davanti. E’ la terza volta che vado vicino a segnare, da quando indosso la maglia del Genoa. Se non ci sono ancora riuscito, in parte è per demerito mio, in parte per merito degli avversari. E’ un buon segno comunque arrivarci a un passo. Peccato perché ci tenevo a regalare una gioia al nostro pubblico. Sarà per la prossima volta”.

 

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