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GENOA, CENTURION CARICO “GRAZIE GASP, STO IMPARANDO MOLTO”

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centurion_racingGENOVA 15 NOV. Il futuro è dalla sua e sul presente sta trabajando. Con il progetto di realizzare il sogno di quando, palla al piede, scorrazzava nelle calles del barrio V.Lujan di Avellaneda. Un chiodo fisso nella testa, diventare calciatore. Eccolo nel campionato più difficile del mondo, così è secondo l’opinione di parte della critica. “Tan bien.

L’ambientamento sta procedendo, muchas gracias a Gasperini per le cose che mi insegna, so che questo processo richiede del tempo. Devo avere pazienza, aspettare, continuare a impegnarmi” racconta Ricardo Centurion, 20 anni, uno dei colpi del Genoa al mercato estivo. Acquisto pesante, non solo per i costi, su cui la dirigenza del club più antico d’Italia punta. Per la squadra di adesso e quella di domani.

Ricardo vive nella quiete di Arenzano e poche volte si è addentrato tra le strade di Genova (“mi è sembrata una città con diverse anime e una grande storia. L’ho capito leggendo qualcosa, e va bene, guardando i palazzi che parlano del passato”). A Pegli studia come ripercorrere le gesta di quanti lo hanno preceduto. Giocatori che in Italia, dopo il periodo di apprendistato, sono esplosi con fragore. “E’ stato un cambio enorme a livello di abitudini, non facile all’inizio. In Argentina ho lasciato mamma, due sorelle, la nipotina e tanti amici. Penso spesso a loro. Sono stato fortunato a trovare un gruppo di compagni veri, mi aiutano nelle piccole e nelle grandi cose”.


Chi ha occhi lunghi intuisce in lui un diamante grezzo da plasmare. Doti tecniche e fisiche indiscutibili, su cui montare il resto. Non poco. “Rispetto all’Argentina i ritmi sono diversi, sugli attaccanti c’è molta pressione e gli spazi sono inferiori. Sto applicandomi nella fase difensiva, per capire i movimenti che il mister vuole, per giocare in maniera più semplice e acquisire le conoscenze tecniche e tattiche. Se penso ai tempi in cui giocavo nella Baby Futbol Sudamerica, la scuola calcio, quante cose mi vengono in mente. Non conosco personalmente Diego Milito, arrivato come me dal Real Avellaneda. Ho sentito tanti discorsi su di lui, a Genova è un’istituzione. Se mi devo rivedere in una storia di vita, mi affascina quella di Tevez. E come giocatore, ho un debole per Di Maria. Un campione”.

Nonostante le brevi apparizioni, Ricardo ha già annusato il potenziale feeling con i tifosi. “Spero di dimostrare presto il mio valore, prima possibile. Sinora non ho fatto niente, ma brucio dalla voglia. Come squadra stiamo vivendo un periodo positivo, ci stiamo preparando ad affrontare una partita come quella con il Milan. Le motivazioni saranno al massimo, tutte le partite però contano uguale”.

 

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