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GENOA, CALAIO E I RICORDI IN MAGLIA GRANATA

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Calaiò al tempo con la maglia del Napoli

calaiò_napoliGENOVA 26 NOV.  Felicità è avere 17 anni, debuttare in serie A e segnare un gol otto minuti dopo essere entrato in campo. Ciak. Un film già visto. Un copione per pochi, però, per recitare esattamente quella parte. “Come nelle favole. Della serie, c’era una volta”. E pazienza se quella rete, il 6 gennaio 2000, non servì a portare punti. “Perdemmo 2-1 a Reggio Calabria, rimane una soddisfazione, insieme ad altre in maglia granata. La maglia con cui sono cresciuto e mi sono affacciato al grande calcio”. Alla premiata scuola Toro, Emanuele Calaiò ha trascorso la sua “infanzia calcistica”. Dice proprio così. La città, le lezioni, gli allenamenti. “Sette anni non sono pochi. Con la chicca del campionato vinto in serie B. La gioia per la promozione”. Certe cose restano dentro. Come le vittorie ottenute in squadre non comuni. Quelle che la storia. Quelle che il patrimonio del football. Quelle che veicolano sentimenti forti.

Quattordici anni dopo, il numero 16 del Grifo è pronto a scendere nell’arena per un match da prendere con le molle. O per le corna. “Stiamo facendo bene. E’ un ottimo periodo e i risultati che, se non tutto, rappresentano tanto, visto che sono il metro di giudizio principale, permettono di affrontare partite come quella di sabato nelle condizioni ottimali. Senza incombenze dettate da affanni in classifica, con la libertà di andarcela a giocare e vedere chi abbia la meglio. Dovremo stare non attenti, di più. Questo Toro è una gran bella squadra, ha giocatori di talento e poi gioca bene, com’è nelle corde di un mister come Ventura. Genoa e Toro sono due bellissime piazze per uno che di mestiere fa il calciatore, simili per il calore delle tifoserie e i valori che trasmettono le tradizioni. Non è poco coi tempi che corrono, vuol dire moltissimo”.

 

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