Genoa, Burdisso “La nostra forza è il Gruppo”

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Il capitano del Genoa Burdisso
Il capitano del Genoa Burdisso
Il capitano del Genoa Burdisso

GENOVA 21 OTT.  Dal boato del Ferraris, all’urlo della Bombonera. Dalla voglia di allenare che ti fa venire un maestro di calcio come Gasperini. Alla forza di un gruppo capace di lottare in dieci e onorare la maglia del Genoa. C’è di tutto nella conferenza di un capitano, nel vero senso della parola, come Nicolas Burdisso. Dalla sala stampa esce con un libro sotto braccio, dono alla società del Genoa Club Argentina, per mano del socio Tiziano Bertucci. “La Bombonera – Pasion segun Delpini” è un regalo del dipartimento cultura del Boca Juniors, che tratta la magica storia dell’impianto dove giocano gli Xeneizes, in cui Burdisso ha giocato per anni. Bandiera del Genoa, leggenda nel Boca.

Nel suo ruolo Nicolas ci tiene a sottolineare una cosa. “Credo che la vittoria con il Chievo, squadra che darà fastidio a molti per il modo di aggredire, sia derivata dalla forza del gruppo. Chi è entrato dalla panchina è stato decisivo, significa essere una squadra unita. In inferiorità numerica è emersa la voglia di non perdere, siamo rimasti aggrappati con le unghie e alla fine stati premiati dopo un primo tempo in cui avevamo espresso un buon calcio. Una vittoria che permette di lavorare in condizioni ideali. La trasferta di Empoli offre l’occasione di rafforzare l’identità e raccogliere punti fuori, dove spesso abbiamo fatto bene ma concretizzando non il dovuto”.

L’ammirazione calcistica per il Gasp è sbocciata sul campo e ascoltando come tratta la materia. Un tipo di calcio che ispira divertimento in chi lo guarda e in chi lo gioca. “Il mister sa che tutto il gruppo crede in lui e lo segue, considero un premio alla carriera il privilegio di lavorare con lui. Mio parere personale, è un tecnico sottovalutato in rapporto alle sue qualità. Fa vedere un calcio come pochi altri in Italia. È grazie a questa mentalità se abbiamo costruito l’azione della terza rete al Chievo, se Izzo ha impostato subito, Ntcham si è lanciato e Tachtsidis si è fatto trovare laggiù. Sappiamo di dover migliorare, il livello tecnico lo permette. Non pensavo di poter giocare in maniera diversa rispetto alle precedenti squadre. Qui ho scoperto cose nuove che mi hanno fatto crescere come calciatore e come persona. Nessun allenatore mi aveva dato tanto, Gasperini ti fa venire voglia di allenare, anche Crespo dice lo stesso. A livello di fase difensiva il fatto di conoscerci aiuta e consente di rischiare più del normale. E poi vedere uno come Pandev allenarsi come nessuno, fa comprendere i margini di crescita su cui puntare”.

 

Dalla partita di Empoli prenderà il via un bel tour de force. “È fondamentale aver ritrovato tutti o quasi i componenti. Andiamo ad affrontare una squadra in forma, poi avremo il Torino, una gara particolare, e chiuderemo con il Napoli in casa, che è una festa. Tra dieci o dodici partite forse si potrà vedere dove saremo in classifica, prima dobbiamo misurarci con squadre di pari valore. È la gente del Genoa che dentro lo stadio ti fa vivere un’atmosfera simile a quella che c’è nella Bombonera. La decisione dei tifosi di non esporre striscioni va rispettata, l’importante è che i nostri ci stiano dietro. Il presidente ci ha sempre dato quelle sicurezze che lo distinguono, con il suo carisma e il suo supporto”.

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