GENOA, BOTTO GIOVANILI: 10 FINALI IN 11 ANNI

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Ggenoa-lazioENOVA 10 GIU.Bella è la vita. Se sei giovane e indossi la maglia del Genoa, anche di più. Perché dietro un simbolo c’è un marchio di fabbrica. Il rumore sordo di una catena di montaggio che produce risultati, costruisce giocatori e, last but not least, inculca valori di cui andare fieri. Mica facile passare dai progetti sulla carta, alle vittorie che si materializzano sul terreno di gioco. Onore a chi ci riesce ammazzandosi di lavoro. Nessun segreto. Nessuna formula magica stile simsalabim. Solo l’effetto di un gioco di squadra. A partire dal responsabile del settore giovanile Michele Sbravati e dal ds Francesco Bega. Passando per dirigenti, tecnici, istruttori e collaboratori, capaci di firmare capolavori con competenza, passione e tanta, tanta pazienza.

La semina capillare di questi anni continua a dare frutti copiosi. L’età dell’oro è qui. Adesso. “La soddisfazione più grande è aver contribuito a trasformare il calcio in una professione, per parecchi ragazzi allevati all’interno dei nostri organici” dice Sbravati. “Sono 72 i calciatori, di cui 22 liguri, che vivono di calcio. Strutture come lo Sciorba Stadium aiutano a sviluppare e implementare l’attività di base, è un gioiellino e un polo sportivo di riferimento”.

 

Sotto la gestione Preziosi il Vecchio Grifo ha toccato livelli mai sfiorati in precedenza a livello di settore giovanile. La conferma arriva dai numeri. “In undici anni abbiamo portato dieci rappresentative alle fasi finali dei campionati nazionali. Cinque volte la Primavera, tre gli Allievi e due i Giovanissimi. Prima il Genoa aveva centrato questo traguardo in maniera sporadica, due o tre volte nella sua storia, tuttavia senza questa continuità. E’ una gratificazione per tutti coloro che operano nel settore giovanile a qualsiasi titolo. Ognuno la deve condividere perché meriti e demeriti vanno sempre spartiti”.

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