Genoa-Atalanta, Gasperini “Concentriamoci sulla gara, poi festeggeremo”

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Gasperini
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GENOVA 15 MAG.  Nella conferenza della vigilia, affiancato dai preparatori Pilati e Trucchi, mister Gasperini esorta tutti a produrre l’ultimo sforzo. Dopo la sbornia nel derby il Genoa fa il filo al decimo posto. “Sarebbe bello confermarci nella parte sinistra della classifica” dice il mister. E per lui sarebbe la quinta volta in sei tornei sulla panchina del club di calcio più antico in Italia. Mica uno scherzo.
C’è aria di festa dopo il successo contro la Sampdoria. Ma prima occorre trovare la massima concentrazione. “E’ stata una stagione bellissima e dispiace che non vada avanti. Al di là della permanenza in Serie A, il successo più grande è stato ricompattare l’ambiente. Non era più lo stesso e lo dissi tre anni fa. Anche certe dichiarazioni sono state funzionali ad aprire l’argomento e creare un gruppo di discussione. Quando il Genoa è unito è più forte. Giocare a Marassi in un ambiente così caldo è tornato a essere ciò che ricordavo. I protagonisti principali sono i giocatori. Ai tifosi va riconosciuto di essere stati molto importanti in tutti questi mesi”.
Non è ancora tempo di andare incontro al futuro. Il futuro è domani e la partita con l’Atalanta. “Ieri il presidente ha parlato ed è stato chiarissimo. Abbiamo un importante obiettivo da centrare, siamo attesi da una gara che conta e dobbiamo dimenticare i festeggiamenti che si sono prolungati in settimana. Alla festa penseremo alla fine. L’invito ai tifosi è di godersi il presente e i risultati. Dovremo stare molto attenti contro una buona squadra come l’Atalanta. Mi piacerebbe vedere in campo la stessa foga degli incontri con Roma e Sampdoria. Giochiamo per il risultato, non per fare vetrina”.
Nel finale di stagione il Genoa sta volando sulle ali di una condizione atletica invidiabile. “Questo è un grande merito ascrivibile alla professionalità dei preparatori e alla credibilità che il nostro staff si è costruito tra i giocatori. Sono stati bravissimi, stavolta si sono superati. In rosa avevamo diversi elementi da ricostruire e reduci da annate problematiche per gli infortuni. L’elenco è lungo. I parametri attuali relativi alle prestazioni di giocatori come Pavoletti, per esempio, indicano che sono superiori a quelli registrati in tutti i 18 mesi della sua permanenza con noi. Significa che sta e stiamo bene. Se venisse convocato in nazionale sarebbe un successo per tutti. E se il ct Conte lo chiamasse tra i trenta, poi lo potrà convincere”.
Valutazioni che non cadono nel vuoto e vengono raccolte dai professori Pilati e Trucchi. “Credo che si possa parlare di modello di lavoro” afferma Pilati. “Un modello sviluppato negli anni. La tenuta atletica della squadra è dovuta agli stimoli che il mister alimenta in continuazione. Mantenere alti regimi significa conservare alti standard prestazionali. Di sicuro c’è questo progetto che portiamo avanti nel tempo”. Nel laboratorio di Pegli c’è chi scarica i dati e dà del tu alla tecnologia. “I giocatori sono stati encomiabili per la disponibilità che hanno fornito nel corso della stagione” sottolinea Trucchi. “Non ci sono classifiche di merito, è un’attestazione sul piano collettivo”.

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