Genoa-Alessandria, Gasperini “Superiamo il Turno”

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Il tecnico del Genoa Gasperini

GENOVA 14 DIC.  Superare il turno, il momento, le difficoltà. Meglio scendere in campo subito e, come dice mister Gasperini, “togliere la nebbia dalla mente”. Dopo la sconfitta immeritata con il Bologna, al termine di una partita dominata a lungo, ecco la Coppa Italia, pardon, la Tim Cup. Dove il Genoa entra in scena agli ottavi, in virtù del campionato concluso al sesto posto. “Vediamo se riusciamo a vincere una partita” allunga un sorriso il tecnico, per smorzare la situazione e dare un segnale di positività. “Non possiamo permetterci di sottovalutare l’impegno. Anzi dobbiamo sfruttare l’occasione e centrare l’obiettivo, sapendo che l’Alessandria vale la Serie B e qualcosa di più. E’ in testa al girone, ha battuto il Palermo e altre squadre di valore. Non è un caso se sia arrivata a questo punto. E’ una gara da interpretare con la dovuta attenzione. Vogliamo andare avanti”.

 

La sconfitta di domenica non implica il rischio di un contraccolpo a livello psicologico, anche se il morale non è quello dei giorni belli. “Siamo una squadra che reagisce sempre” prosegue il mister. “Di colpi ne abbiamo presi, ma il nostro è un gruppo che non si piange addosso, né scende in campo con il terrore. Gli ultimi risultati hanno pregiudicato le prospettive di classifica. Ci siamo messi noi in questa situazione perdendo due gare casalinghe e complicandoci la vita con gli episodi delle espulsioni. Dimostriamo di essere capaci di venirne fuori, ho poco da rimproverare ai ragazzi sul piano delle prestazioni, sappiamo però quanto contino i risultati. Abbiamo obiettivi ogni settimana e a noi stessi dobbiamo per primi delle risposte. Siamo mancati solo in rarissime circostanze, stiamo lavorando per eliminare i difetti”.

 

 

I giocatori in campo, come si dice in gergo, si sudano la maglia. “Credo che i tifosi comprendano che spirito e quanta voglia ci metta la squadra, il loro sostegno deriva dalle prestazioni che vedono. Forse l’attacco è il reparto in cui stiamo soffrendo di più. Non era prevedibile perdere Pavoletti per una decina di partite e Perotti restare fermo per un tot al di là dei demeriti. La squadra è stata costruita per sviluppare gioco sugli esterni. Le assenze contingenti hanno spinto verso una situazione ibrida, abbiamo battuto altre strade diventando meno prolifici rispetto a quando ci appoggiamo su Pavoletti. Dobbiamo trovare il modo di concretizzare di più, a fronte delle occasioni che creiamo. Per la gara con l’Alessandria non cambieremo tantissimo: Lamanna, Munoz e Pavoletti giocano di sicuro. Perotti non so. Viene da un problemino fisico e inoltre dobbiamo tararci sulla sua assenza per le prossime sfide”.

 

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