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GDF E AGENZIA DELLE DOGANE DI GENOVA RESTITUISCONO ALLA REPUBBLICA DELL’ECUADOR 160 REPERTI ARCHEOLOGICI

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gdf-reperti-ecuador4 gdf-reperti-ecuador gdf-reperti-ecuador2 gdf-reperti-ecuador3GENOVA. 10 GIU. Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Genova ed il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Genova hanno restituito alla Repubblica dell’Ecuador, tramite consegna dei beni al Console Generale di quello Stato a Genova, dott.ssa Esther Cuesta, 160 reperti di arte precolombiana, confiscati dalla locale Autorità Giudiziaria.

L’origine della vicenda risale agli anni novanta quando, nell’ambito portuale genovese, nel corso di ordinari servizi di controllo doganale, militari della Guardia di Finanza, operanti assieme ad un funzionario doganale, individuarono due casse, provenienti dall’Ecuador, importate da un imprenditore bergamasco, contenenti, secondo la dichiarazione, effetti personali, numerosi reperti archeologici, sequestrati per contrabbando.

Successivamente, nel corso del procedimento penale, una perizia, eseguita da esperti del Museo Americanistico di Genova, aveva rilevato che si trattava di una raccolta di assoluto interesse, del periodo precolombiano, originaria dell’Ecuador, frutto probabilmente di scavi abusivi in zone archeologiche, risalente ad un arco temporale ampio, compreso tra il 500 ed il 1500 d.C., comprendente 160 manufatti fittili, di cui molti policromi, costituiti da vasi, ciotole, statuine di varia grandezza, piccoli strumenti musicali (ocarine), collane ed alcune asce litiche.


Tra gli oggetti più interessanti, vi sono alcune figurine antropomorfe, dipinte in policromia, dalla tipica deformazione cranica, con collana e rocchetti auricolari.

Il procedimento penale, proseguito nei vari gradi di giudizio, fino alla Corte di Cassazione, si è concluso con la condanna dell’imprenditore imputato e con la confisca dei reperti; il giudice ha disposto, altresì, la riconsegna dei reperti allo Stato dell’Ecuador.

La riconsegna dei beni, considerati patrimonio indisponibile dello Stato dell’Ecuador, ha messo fine, così, alla lunga vicenda, permettendo la restituzione, al legittimo proprietario, dei reperti illegittimamente sottratti.

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