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GARANTE PRIVACY. DA OGGI STOP ALLE TELEFONATE MUTE

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numeri molesti

numeri molestiROMA. 3 OTT. Importante “diktat” del Garante della Privacy. A partire da oggi i call center dovranno rispettare le regole fissate dalla stessa Autorità per combattere il fenomeno delle cosiddette “telefonate mute”, una forma di grave disturbo degli utenti.

Sono, infatti, passati, i sei mesi concessi dal Garante della Privacy alle società di telemarketing per adottare tutti gli accorgimenti tecnici e organizzativi prescritti con un provvedimento generale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile scorso.

Erano stati davvero tanti utenti ed associazioni di consumatori che avevano denunciato al Garante della Privacy la ricezione di telefonate nelle quali, una volta risposto, non si veniva messi in contatto con alcun interlocutore.


Le società di telemarketing, tramite sistemi automatizzati, per eliminare tempi morti tra una telefonata e l’altra, generavano un numero di telefonate superiore agli operatori disponibili.

Questa pratica, davvero fastidiosa, ha comportato il disturbo degli utenti anche per 10-15 volte di seguito e che è stata spesso vissuta addirittura come una forma di stalking.

Ecco in sintesi le linee guida imposte dal Garante della Privacy.

1) i call center devono tenere precisa traccia delle “chiamate mute”, che devono comunque essere interrotte trascorsi 3 secondi dalla risposta dell’utente

2) non possono verificarsi più di 3 telefonate mute ogni 100 andate “a buon fine”. Tale rapporto deve essere rispettato nell’ambito di ogni singola campagna di telemarketing

3) l’utente non può più essere messo in attesa silenziosa, ma il sistema deve generare una sorta di rumore ambientale (ad es. con voci di sottofondo, squilli di telefono, brusio), per dare la sensazione che la chiamata provenga da un call center e non da un eventuale molestatore

4) l’utente disturbato da una chiamata muta non può essere ricontattato per 5 giorni e, al contatto successivo, deve essere garantita la presenza di un operatore

5) i call center sono tenuti a conservare per almeno due anni i report statistici delle telefonate “mute” effettuate per ciascuna campagna, così da consentire eventuali controlli.

Gli operatori che non rispetteranno queste prescrizioni del Garante della Privacy incorreranno nelle sanzioni previste.

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