GABBIANO “AL PETROLIO” SALVATO DALL’ ENPA

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gabbiano-sv-petrolioSAVONA. 23 GIU. Gabbiano vittima di scarichi illeciti di idrocarburi in mare o caduto in una vasca di prodotti petroliferi? E’ questo il dubbio venuto ai volontari della Protezione Animali quando hanno soccorso il gabbiano su un molo del porto a Savona, letteralmente inzuppato di petrolio e che ormai si muoveva a malapena; il volatile è ora sottoposto a lunghi e frequenti lavaggi con saponi e polveri assorbenti per “bonificarlo” e permettergli di ricostituire la “ceratura” della pelle che lo renderà impermeabile all’acqua marina e gli consentirà di poter tornare libero.

Intanto all’ENPA fioccano le segnalazioni, spesso isteriche, di turisti e residenti per la presenza nei luoghi abitati di colonie di gabbiani sempre più numerose. L’associazione ha formulato già da quattro anni una serie di proposte tecniche ai comuni per contenere in modo incruento il numero di questi animali ma nessuno ha finora risposto; neppure il Comune di Bergeggi, che gestisce l’arte marina e la riserva naturale terrestre, in cui è presente una colonia numerosissima che si sta diffondendo nelle zone vicine; ma quando le persone telefonano agli uffici dei comuni per segnalare il problema vengono invitate a rivolgersi all’ENPA, quasi che l’associazione ne fosse responsabile.

Senza alcun riconoscimento o ringraziamento, e neppure contributo da parte della Provincia che ha l’obbligo dei soccorsi, i volontari dell’ENPA svolgono già un’attività importante tesa ad allontanare i gabbiani dalle città.

 

Nel 2014 hanno soccorso 581 gabbiani, di cui 329 giovani caduti dai nidi posti su edifici cittadini e che non è stato possibile restituire alle cure dei genitori, che sono stati allevati fino all’autosufficienza e quindi liberati nelle poche zone costiere ancora lontane dalle abitazioni.

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