G8, Toti: grande abnegazione dei poliziotti, città in ostaggio di teppisti

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Toti sul G8: grande abnegazione dei poliziotti, città in ostaggio di teppisti
Toti sul G8: grande abnegazione dei poliziotti, città in ostaggio di teppisti
Toti sul G8: grande abnegazione dei poliziotti, città in ostaggio di teppisti

GENOVA. 8 LUG. Dopo 15 anni e le faziosità nei processi, ora le istituzioni descrivono con più equilibrio la verità storica sui fatti del 2001.

Secondo il governatore ligure Giovanni Toti, le vere vittime del G8 furono la città e tutti i genovesi, compresi quelli scesi in piazza per manifestare pacificamente le loro idee: “Un importante confronto fra leader mondiali fu turbato da teppisti che con la scusa di protestare, misero a ferro e fuoco una città.

Queste sono le prime condanne che mi sento di esprimere.

 

Se alcuni poliziotti hanno commesso degli eccessi di potere è evidente che ne devono rispondere perché approfittare di una divisa per un abuso è ancora più grave, ma bisogna ricordare che la stragrande parte degli agenti si è sacrificata con abnegazione per garantire la sicurezza ai cittadini.

Ovvio che tutti noi dobbiamo condannare la tortura, così come si devono condannare gli eccessi fatti durante una qualsiasi manifestazione, inclusa quella del G8, ma da ogni parte”.

Toti oggi è intervenuto così in merito alle recenti polemiche per il 15° anniversario dei gravi disordini, sfociati nella tragedia di piazza Alimonda, dove un giovane carabiniere intrappolato nella camionetta fu circondato ed assalito dagli antagonisti e, per legittima difesa, fu costretto a sparare con la pistola d’ordinanza.

La città fu presa d’assalto e messa a ferro e fuoco da centinaia di pericolosi teppisti “alieni a qualunque dibattito democratico e che ancora oggi impediscono la manifestazione di pensiero e di parola nelle nostre piazze”.

Per Toti, quei giorni vanno ricordati per intero e in tutte le forme perché il G8 fu un “monito drammatico” per tutti: “Se qualcuno può avere sbagliato, non si può generalizzare dando addosso a un’intera categoria di servitori dello Stato, che invece meritano un plauso. Alle forze dell’ordine va il nostro rispetto e un doveroso ringraziamento perché ci proteggono tutti i giorni. mettendo a rischio la loro incolumità personale”.