G8, Genova è ancora ferita. Giuliani: Chi crede nella giustizia verrà giustiziato

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Giuliani: “Chi crede nella giustizia verrà giustiziato”
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Giuliani: “Chi crede nella giustizia verrà giustiziato”

GENOVA. 21 LUG. Sono passati 15 anni da luglio del 2001, dal G8 di Genova, ma la ferita a Genova sembra essere ancora aperta e lo abbiamo percepito ieri.

Da una parte in piazza Alimonda 4-500 persone, provenienti anche da fuori Italia, ricordavano Carlo Giuliani ucciso da un proiettile in pieno volto, le violenze alla Scula Diaz e alla caserma di Bolzaneto.

Dall’altra, a circa 2 chilometri di distanza, all’ NH Marina Hotel, al Porto Antico, il sindacato di polizia Coisp davanti a una trentina di persone ha tenuto un convegno al quale ha partecipato il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti mentre gli invitati, l’ex carabiniere ausiliare Mario Placanica e il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, non sono intervenuti.

 

Dal palco di piazza Alimonda dapprima prima Haidi Giuliani, ricordava gli eventi: “Il ricordo di mio figlio e il mio dolore sono un fatto privato, ma non è privato il ricordo di quei giorni… in quei giorni tutto è stato voluto, premeditato e forse qualcosa è sfuggito di mano. Il movimento con le sue mille anime diverse faceva paura, l’hanno voluto ricacciare indietro con la violenza”.

Poi il marito Giuliano, padre di Carlo, indossando una maglietta con la scritta “Beato chi crede nella giustizia perché verrà giustiziato” ha denunciato che a 15 anni di distanza aspetta “ancora la verità”.

In particolare Giuliano Giuliani spiega come recentemente Il Fatto Quotidiano abbia pubblicato una fotografia di quel giorno “una fotografia in cui si vede la jeep con i carabinieri impugnare l’arma 7 secondi prima dello sparo che ha ucciso Carlo, ma Carlo non c’è ancora. Sono dovuti passare ancora tre o quattro secondi perché anche lui che sta arrivando sul lato destro di quella maledetta jeep, abbia potuto vedere l’estintore lanciato da un altro manifestante, verso il retro della jeep, scalciato da un occupante della jeep e gettato a rotolare nel centro della piazza. Sette secondi”.

“C’è qualcuno – prosegue Giuliani – che possa pensare dignitosamente che sette secondi siano un tempo sufficiente per praticare un attacco sconsiderato e violento alla jeep?! Ma a chi vogliono raccontarle ancora queste fandonie? Queste sporche bugie?…”

“Ma beato chi crede nella giustizia perché verrà giustiziato, ma noi questo cammino vogliamo proseguirlo, non per un desiderio di giustizia, ma perché venga, almeno, riconosciuta la verità e perché insieme alla verità si smetta di dire cose vergognese ed indecorose… Sono stanco di sentire parole vergognose da chi vuole solo farsi pubblicità”…

“Poi è il momento dello sparo: uno, due, tre, quattro, cinque, sei…bang!” e il silenzio della piazza. L.B.

73 COMMENTI

  1. Ancora parla questo ….se era un bravo ragazzo se ne stava a casa a studiare ….invece è andato ,a distrutto auto ,vetrine ,banche …è poi voleva ammazzare un cabiniere prima con una spranga di legno e poi con l’estintore. ….

  2. Ma siamo fuori dal mondo era un DELINQUENTE non un santo gente imbecille che ancora lo onora i suoi genitori poi che l anno buttato fuori ora sembra un santo ma che vadano a f……….

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