G8, domani son 15 anni. Petizione per documentario Rai

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La petizione su change.org per la richiesta di messa in onda sulla Rai del documentario sul G8
La petizione su change.org per la richiesta di messa in onda sulla Rai del documentario sul G8
La petizione su change.org per la richiesta di messa in onda sulla Rai del documentario sul G8

GENOVA. 18 LUG. Domani saranno trascorsi 15 anni dal G8 di Genova, il summit tristemente ricordato dall’opinione pubblica per i violenti disordini scoppiati, con gravi responsabilità da parte delle forze dell’ordine.

In occasione di questo anniversario, il giornalista Federico Thoman rilancia la sua petizione che chiede da tempo alla RAI di trasmettere in prima serata il documentario sul G8 realizzato da Marco Giusti, Roberto Torelli e Carlo Freccero e prodotto dalla stessa Rai.

Documentario mai andato in onda su un canale generalista pubblico e in prima serata.

 

Così scrive Thoman su Change.org:

“Rai, trasmetti in prima serata il tuo documentario sul G8 di Genova”. “Tra pochi giorni saranno trascorsi 15 anni dal celebre incontro, a Genova, del “Gruppo degli Otto”. Quindici anni sono tanti, tantissimi. Ma quando si parla del G8 di Genova non sono, e non devono essere, niente.
Il giudizio storico su quella pagina oscura e per certi versi ben poco onorevole delle istituzioni italiane è ancora in corso di maturazione. Il giudizio della magistratura è arrivato lentamente, a singhiozzo e spesso lasciando deluse vittime e parte dell’opinione pubblica. Ma è proprio il giudizio dell’opinione pubblica che è ed è stato troppo spesso piegato a logiche ideologiche o, peggio, politiche e partitiche.

 

Per questo, quello che vogliamo chiedere con questa petizione è che il servizio pubblico faccia vedere integralmente e in prima serata il documentario che la stessa Rai aveva prodotto in quel luglio del 2001. Nessun commento, nessuna intromissione: solo immagini, suoni e voci in presa diretta accompagnate da un potente ma non invasivo sottofondo musicale per mostrare ai telespettatori cosa accadde. Ognuno, poi, è e deve essere libero di esprimere un proprio giudizio. Ma la condizione minima, necessaria e sufficiente per cui ciò sia fattibile, è che il servizio pubblico (cioè lo Stato, cioè tutti noi) metta le persone nella migliore condizione d’informazione possibile”.

La petizione è disponibile qui

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