Fusione Secolo, Stampa, Repubblica: a Genova news come a Kabul

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A Genova addio a concorrenza e pluralismo dell'informazione cartacea
A Genova addio a concorrenza e pluralismo dell'informazione cartacea
A Genova addio a concorrenza e pluralismo dell’informazione cartacea

GENOVA. 2 MAR. Dopo la fusione tra Il Secolo XIX e La Stampa, adesso arriva l’intesa per quella con il Gruppo Editoriale L’Espresso, ossia La Repubblica. Se si considera che la cooperativa del Corriere Mercantile ha chiuso i battenti e Il Giornale di Berlusconi ha ceduto la redazione genovese a degli imprenditori piemontesi che non sono riusciti a far decollare le pagine regionali, nel settore dell’informazione cartacea Genova rischia di perdere il pluralismo delle notizie, sostanzialmente garantito dalle testate in Tv e sul web rimaste indipendenti e autonome.

In un comunicato congiunto la torinese Itedi (Il Secolo XIX-La Stampa), che fa capo alla famiglia Agnelli, oggi ha annunciato di avere raggiunto l’intesa per la fusione con il Gruppo Editoriale L’Espresso (Repubblica-ex Il Lavoro), che è controllato da De Benedetti: “Il Gruppo Editoriale L’Espresso e Itedi annunciano di aver firmato un memorandum d’intesa finalizzato alla creazione del gruppo leader editoriale italiano nonché uno dei principali gruppi europei nel settore dell’informazione quotidiana e digitale mediante fusione per incorporazione di Itedi con il Gruppo Editoriale L’Espresso”.

L’azionariato del nuovo gruppo editoriale, il cui perfezionamento è previsto entro il primo trimestre 2017, prevede la Cir al 43%, Exor al 5%, la famiglia Perrone (Ital Press Holding) al 5%, altri azionisti Fca all’11%  e il 36% del capitale flottante. Oggi Itedi è controllata da Fca per il 77% ed è partecipata dalla famiglia genovese dei Perrone al 23%. Mentre il Gruppo Editoriale L’Espresso è controllato da Cir al 54% e per la quota rimanente da altri azionisti. Fabrizio Graffione

 

 

7 COMMENTI

  1. Possibile che nessun imprenditore genovese abbia voglia di lanciare una nuova sfida editoriale? Possibile che nessuno voglia fare qualcosa di positivo per la nostra città? E tirateli fuori quei cavolo di soldi!!!

  2. Non per far polemica ma avete ma preso un quotidiano e diviso gli articoli dalla pubblicità ?? Ormai paghiamo per leggere pubblicità e in più notizie vecchie ( del giorno prima))
    Fate meglio i giornali limitate le pubblicità e gli annunci di case Magari fondendosi miglioreranno

  3. Bene così non si userà più neppure per i necrologi ( ormai si leggeva solo per quello ) peccato un quotidiano veramente indipendente tornerebbe a vendere la qualunque , almeno questo è il mio pensiero .

  4. Mi sarebbe piaciuto vedere se un operazione del genere fosse stata fatta con un governo di centro destra al potere e magari con la famiglia di Berlusconi quale intermediario principale dell’operazione. Oggi si sarebbe scatenato il fini mondo. La realta e che l’Italia è veramente divisa in due , da una parte tutto il potere della sinstra concentrata nei suoi imprenditori di servizio e famiglie di punto …dall’altra gente che viene a priori taggata con la solita etichetta di destra uguale al nulla. Fuggite giovani , fuggite da questa latrina senza ormai piu vergogna

  5. …i quotidiani non li compra piu nessuno se non qualche bar per i propri clienti!la fusione è stata fatta solo per far prendere tutti i soldi che lo stato da all editoria ad un solo soggetto,ovvero De Benedetti..la tessera nr.1 del Pd!Riguardo al secoloxix….è un quotidiano che se non esistesse sarebbe meglio,quattro articoli messi in croce ,e pubblica solo quello che non disturba i suoi amichetti politici!

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