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FONDAZIONE REMOTTI, INAUGURA LA MOSTRA “COMUNICARE FA BENE. ANZI BENISSIMO”

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CamogliGENOVA 26 AGO. Una selezione di grandi manifesti, autentiche opere d’arte dei maggiori cartellonisti italiani del ‘900, presentati e commentati da Ruggero Pierantoni attraverso una serie di letture inedite e multimediali saranno in mostra alla Fondazione Remotti, dal 30 agosto al 18 ottobre 2014, ingresso gratuito.

E’ questa la formula innovativa di “Comunicare fa bene. Anzi benissimo”, la mostra che si inaugura sabato pomeriggio alla Fondazione Remotti, a Camogli ed è curata dall’Archivio Storico della Pubblicità di Genova in occasione della prima edizione del Festival della Comunicazione di Camogli.

Com’è noto, il manifesto di affissione diventa il primo e il più efficace strumento di comunicazione di massa a partire dalla fine dell’Ottocento, quando lo sviluppo della tecnica di stampa litografica a colori permette alte tirature e la più larga diffusione sui muri delle città, trasformandolo così in uno strumento indispensabile alla crescente produzione industriale dell’epoca e ai nuovi stili di vita della società.


” Comunicare fa bene. Anzi benissimo.” seleziona venti manifesti pubblicati in Italia tra il 1899 e il 1969, conservati presso l’archivio genovese, e li accompagna con le letture di Ruggero Pierantoni, biofisico di formazione, studioso della percezione acustica e visiva, ricercatore e docente in università del Nord America, in facoltà scientifiche ma anche in Accademie di Belle Arti (ora insegna alla facoltà di Architettura di Genova), che parte dal manifesto esposto per approfondire sulla molteplicità di segni e messaggi racchiusi in queste immagini d’epoca.

Il testo delle sue letture esemplari è poi integrato da contributi multimediali (foto e video), che il visitatore potrà visionare attraverso i codici QR code stampati sui pannelli utilizzando smartphone e tablet o nella videoproiezione completa presente in mostra: documentari di CinecittàLuce, dell’Archivio Centrale dello Stato, trasmissioni RAI,ecc. ma anche scene e trailer di film, in modo da poter ulteriormente contestualizzare l’opera esposta e il commento
che l’affianca e ne approfondisce i significati.

I manifesti di fine Ottocento riguardanti il viaggio verso le Americhe si intrecciano così con lo spunto attualissimo della lettera scritta a Buenos Aires da un emigrante ai propri figli, il racconto del viaggio “en el barco estamos amontonados… peor que las bestias, sine aire para respirar”.

Il manifesto di Luigi Caldanzano “Lenti radioattive” (1917) fa scattare riferimenti a Madame Curie, Rosalind Franklin, ma anche a Puccini. E in modo analogo si passa attraverso il manifesti del Rex (1932) di Giovanni Patrone, quello altro tre metri per il film muto “Irene” (1926) disegnato da Giuseppe Riccobaldi, fino alla cartellonistica del secondo dopoguerra, con i salumi Bellentani di Mario Puppo (1952), la “Sagra del pesce” di Leo Pecchioni o “Più velocità più pericolo” di Sergio Ruffolo (1969). Tutte opere che nell’esposizione dialogano con altre immagini e altri testi del Novecento, attraverso il commento scritto e le immagini multimediali.

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