Foibe, i giovani contro Radio 102.5: non infangate i nostri morti

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Fabio Bozzo, direttore editoriale della rivista "Storia e Verità" e coordinatore dei giovani leghisti liguri
Il coordinatore dei Giovani leghisti liguri Fabio Bozzo: non infangate i morti delle foibe
Il coordinatore giovanile della Lega Nord Liguria Fabio Bozzo condanna Radio 102.5: non infangate i morti italiani delle foibe, massacrati dai partigiani titini solo per ragioni etniche

GENOVA. 11 FEB. “In qualità di coordinatore giovanile della Lega Nord Liguria non posso che esprimere il mio sconcerto per l’assurda frase pronunciata da radio 102.5 sulle foibe. Dire a microfoni accesi che le foibe sono una marca di pentole ha del vergognoso ed è esecrabile”.

Il numero uno dei giovani del Carroccio, Fabio Bozzo, oggi è intervenuto sulle commemorazioni del Giorno del Ricordo e sul fango gettato ancora sulla tragedia e sul massacro, avvenuto solo per ragioni etniche, di uomini, donne e bambini italiani da parte dei carnefici del maresciallo Tito.

“Siamo di fronte – ha aggiunto Bozzo – all’ennesimo tentativo di infangare la memoria di circa 20mila persone assassinate dalla barbarie comunista di Tito, la stessa barbarie che provocò l’esodo di circa 350mila italiani giuliano dalmati. Se i compagni credono di continuare a raccontarci la favoletta secondo cui i crimini ideologici ed etnici, avvenuti a cavallo della seconda guerra mondiale, siano stati solo di destra cascano male. Tali crimini vi furono e furono terribili, ma furono accompagnati da altrettanti orrori di matrice comunista.

 

In tal senso, il consiglio regionale della Liguria l’altro giorno ha voluto celebrare la Giornata del Ricordo al Teatro della Gioventù di Genova, con uno spirito di riconciliazione e di memoria storica scevri da ogni partigianeria politica. Fa specie notare che, anche dopo che la storiografia ufficiale abbia riconosciuto come inequivocabili tali eventi del passato, taluna sinistra continui ad usare un morboso doppiopesismo, come se i martiri di una parte valessero meno di quelli di un’altra. Del resto non ci si può certo aspettare un atteggiamento intellettualmente onesto dai residuati del ’68, gente che si autodefinì la meglio gioventù e che in realtà era solo un ammasso di violenti ed arrivisti politici.”

 

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