Focaccia, Senarega contatta UE e ministero

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Franco Senarega
Il consigliere regionale leghista Franco Senarega si è attivato per difendere la focaccia col formaggio di Recco
Il consigliere regionale leghista Franco Senarega si è mosso per difendere la focaccia di Recco

GENOVA. 22 DIC. La celebre focaccia di Recco è finita ancora una volta sotto la luce dei riflettori, ma mentre un mese fa era salita sul palcoscenico per fregiarsi  del marchio di protezione comunitario Igp, oggi torna sulla scena per una complessa questione legale che rischia di trasformarsi in un serio problema per i produttori. L’intervento dei Nas alla Fiera dell’Artigianato di Rho, nel milanese, con il sequestro della focaccia, dei manifesti per pubblicizzarla e con la denuncia per frode in commercio per i responsabili dello stand gastronomico, ha fatto scoppiare le polemiche.

«L’argomento va trattato con prudenza – ha detto oggi il consigliere regionale Franco Senarega (Lega Nord) – non dimentichiamoci il passato, quando in giro per l’Italia veniva proposto un prodotto che veniva definito ‘focaccia tipo Recco’, ma che invece della specificità e prelibatezza della nostra focaccia non aveva nulla a che fare. Dopo anni di battaglie, la focaccia al formaggio recchese ha ottenuto questo importante riconoscimento, superando mille cavilli burocratici. E’ davvero inammissibile che oggi, a distanza di un mese dall’ottenimento del marchio Igp, ci si ritrovi alle prese con simili fatti e  problematiche».

Senarega già da alcuni giorni, ancor prima che altri gruppi politici alzassero la voce e si prendessero a cuore la vicenda sulla scia delle notizie apparse sulla stampa, si sta interessando per la risoluzione della spinosa questione.

 

«Ho contattato nei giorni scorsi i nostri uffici di Bruxelles – ha aggiunto Senarega – proprio per capire meglio come fosse giusto muoversi. Ci è stato suggerito di seguire la strada del Ministero delle Politiche Agricole e pertanto, tramite il nostro assessore all’Agricoltura Stefano Mai, stiamo attivandoci non solo per proteggere un prodotto di qualità, ma anche per poterlo pubblicizzare come merita».

 

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