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FNSI E USSI CONDANNANO LE AGGRESSIONI AGLI OPERATORI DELLA STAMPA DA PARTE DEI TIFOSI DEL GENOA

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FNSI E USSI CONDANNANO LE AGGRESSIONI AGLI OPERATORI DELLA STAMPA DA PARTE DEI TIFOSI DEL GENOA

i rivolte agli operatori della stampa dai tifosi pi??esagitati delle frange dei supporter del Genoa, avvenute durante la manifestazione, peraltro non autorizzata, di mercoled? scorso in citt?. Un cameraman di Mediaset ha riportato due costole rotte, il suo assistente ferite lacero-contuse e due colleghi di TeleGenova uno il setto nasale incrinato, ma poi “risparmiato”, in quanto genoano, e l’altro il labbro rotto. Numerosi gli atti di intolleranza verso altri colleghi impegnati nel loro ruolo di lavoratori legati deontologicamente al diritto-dovere di cronaca. L’Ordine e l’Associazione per tutelarsi,?minacciano il blocco dell’informazione sul “caso Genoa” per oggi, giorno della manifestazione di Piazza De Ferrari, in casi di ulteriori inaccettabili episodi di violenza e spregio nei confronti della stampa.
Forte anche a livello nazionale la risposta del Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi), Franco Siddi, e del Presidente dell’Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi), Antonello Capone che, amareggiati, in una nota congiunta affermano: “E’ proprio violenza gratuita, senza confini, ingiustificabile, quella dei teppisti vestiti da tifosi di una squadra di calcio, il Genoa, che hanno malmenato quattro telecineoperatori di Mediaset e TeleGenova”… “La Fnsi e l’Ussi, condividono le prese di posizione dell’Associazione della Stampa e dell’Ussi liguri di solidariet? sostanziale agli operatori dell’informazione e di condanna assoluta del teppismo e della violenza. Non c’? nulla di sportivo in questi comportamenti, niente di decoroso. L’informazione registra e rende noti questi fatti, come con pazienza e dedizione ha raccontato e racconta la vicenda di presunto illecito sportivo connesso alla partita Genoa-Venezia. Ai giornalisti appartiene il dovere di informare, ricercando e facendo conoscere iniziative e atti necessari per la conoscenza dei fatti realmente accaduti” e concludono: “I media e i giornalisti non possono essere bersaglio di insoddisfazioni, errori e negligenze altrui. A loro bisogna essere invece grati per il servizio di conoscenza reso all’opinione pubblica affinch? liberamente si possa considerare e valutare gli accadimenti… La violenza non porta da nessuna parte e la stampa non potr? che continuare a documentarla e a condannarla senza riserve. Questa non ? serie A e neanche B o C; ? serie Z, categoria di uno sport che non ha diritto di esistere. Su questa violenza la squalifica ? permanente”.
(nella foto un tifoso genoano inveisce contro il collega Paolo Welters).

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