Home Spettacolo Spettacolo Genova

Fine dell’Europa di Rafael Spregelburd apre la Stagione Insieme 2017/18

0
CONDIVIDI
Fine dell’Europa di Rafael Spregelburd apre la Stagione Insieme 17/18

“Qui comincia l’avventura: due teatri importanti si sono messi insieme con un cartellone comune – ha detto ieri Angelo Pastore, direttore del Teatro Stabile di Genova in conferenza stampa – E diciamo pure che non è stata un’ operazione facile, per dirla tutta ci siamo fatti un bel mazzo per arrivare a questo, ma dal primo di gennaio dovremo essere uniti a tutti gli effetti”. E così questa sera, mercoledì 11 ottobre al Teatro Duse si inaugura la stagione INSIEME 17/18 del Teatro Stabile di Genova e del Teatro dell’Archivolto con lo spettacolo con un grande nome,  quello di Rafael Spregelburg con la sua Fine dell’Europa.

Come è noto, la stagione congiunta delle due strutture teatrali genovesi vuole essere la prima tappa di un più ambizioso progetto, che in un prossimo futuro dovrebbe dare vita a un unico, eclettico organismo, capace di trasformare Genova e la Liguria in una capitale del teatro non solo nazionale ma anche internazionale.

Partner istituzionali della stagione INSIEME 2017/18 sono il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Comune di Genova e la Regione Liguria, a cui si affianca il fondamentale sostegno della Compagnia di San Paolo e di IREN con il contributo di Novi, COOP, Finsea, SAAR, Silomar e Sampierdarena Olii.  “Selezioniamo alcuni soggetti che nel tempo si sono guadagnati di essere riconosciuti valevoli come è stato per Archivolto e Stabile – ha detto il dott. Timossi della Compagnia San Paolo  – e seguiamo due filoni: acquistare nuovi pubblici a sostegno di nuove produzioni e puntare a fare rete. Di 3000 domande che riceviamo, si riesce a rispondere positivamente solo ad 800”.


Intanto, il cartellone, forte di ben 60 titoli, offre al pubblico la possibilità di muoversi con un unico abbonamento tra quattro sale diverse – il Teatro della Corte, il Teatro Duse, il Teatro Gustavo Modena e la Sala Mercato – e di spaziare tra nuova drammaturgia, classici, teatro civile, commedia, musica, letteratura, danza.

Gli spettacoli di produzione sono naturalmente il cuore pulsante del cartellone proposto dal Teatro Stabile e dal Teatro dell’Archivolto e il mese di ottobre offre subito quattro novità: oltre al già citato Spregelburd, debutteranno in sequenza Il Nome della rosa, adattamento del celebre romanzo di Umberto Eco con la regia di Leo Muscato (al Teatro della Corte dal 17 al 29 ottobre); Spoon River, che il regista Giorgio Gallione ha tratto dall’Antologia di Edgar Lee Masters  e dal disco di Fabrizio De André Non al denaro, non all’amore né al cielo (al Teatro Gustavo Modena dal 19 ottobre al 5 novembre), e L’esecuzione di Vittorio Franceschi, che vede lo stesso autore in scena insieme a Laura Curino per la regia di Marco Sciaccaluga (al Teatro Duse dal 27 ottobre al 5 novembre).

Ma torniamo allo spettacolo di apertura, Fine dell’Europa . Coprodotto insieme alla Comédie de Caen, il Teatro di Liegi e la Comédie de Reims, scritto e diretto dal noto drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, è recitato da un cast multietnico e consolida la dimensione internazionale del Teatro Stabile di Genova.

“A Cannes abbiamo avuto il debutto cominciato come un work in progress ad Udine – ha detto Spregelburg- Il cast èformato da giovani attori, che in partenza erano 17, un numero che è stato poi ridotto. Essendo io il regista,ma anche l’autore del testo ho preso in esame il fatto che la fine è un mito nuovo. Noi argentini viviamo in questo perenne stato di caos che ci porta lontano dalla trdizione europea. I nostri professori a scuola ci fanno apprendere la matematica che non funziona, ma tranquillizza. Lo spettacolo, composto da due capitoli autonomi, gioca provocatoriamente con otto diversi scenari con aneddoti divertenti : la fine dei confini, la fine dell’arte, la fine della nobiltà, la fine della storia nel capitolo intitolato “L’Europa in pezzi”; la fine della sanità, la fine della realtà, la fine della famiglia e la fine dell’Europa in “Altri pezzi d’Europa”.

In scena al Duse sino al 20 ottobre.

FRANCESCA CAMPONERO

Le diverse formule di abbonamento e i biglietti singoli per tutti gli spettacoli sono in vendita presso le biglietterie del Teatro della Corte, del Teatro Gustavo Modena e del Teatro Duse.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here