Home Spettacolo Spettacolo Genova

FILIPPO TIMI CON IL SUO SKIANTO ALL’ARCHIVOLTO

0
CONDIVIDI
skianto

skianto skiantoGENOVA. 31 OTT. E’ al Teatro dell’ Archivolto di Genova che Filippo Timi apre la tournée di Skianto, ultimo suo spettacolo teatrale, co-prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano e dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Le date sono martedì 4 e mercoledì 5 novembre, giorno in cui alle ore 18 Timi incontrerà anche  il pubblico a Villa Bombrini . Dopo il successo di Favola e Don Giovanni, a dieci anni di distanza da La vita bestia, l’attore umbro torna al monologo e lo fa con una favola amara capace di oscillare tra dramma e commedia come è nel suo stile. Uno stile che affascina e rapisce lo spettatore grazie al carisma innato di Timi. Lo ricordiamo straordinario protagonista di “Come dio comanda” di Gabriele Salvatores, “Vincere” di Marco Bellocchio, “Quando la notte” di Cristina Comencini, “Com’è bello far l’amore” di Fausto Brizzi, “I corpi estranei” di Mirko Locatelli.

Il protagonista di Skianto è un ragazzino con la scatola cranica sigillata, condizione che impedisce al cervello di espandersi normalmente con la crescita. Per creare il personaggio, a cui dà il suo stesso nome, l’attore si è ispirato a una sua cugina, oggi adulta, realmente affetta da questa grave malformazione. Chiuso nella sua stanza, impossibilitato a vivere come gli altri e a relazionarsi con l’esterno, il ragazzino interpretato da Timi crea dentro la sua testa un mondo parallelo, un universo di sogni, mentre dentro di lui brucia la voglia di giocare, correre e pattinare a perdifiato. Tentare di fuggire dalla sua prigione mentale significa schiantarsi con il mondo. Attraverso la storia di questo bambino speciale, Timi racconta la sua e la nostra adolescenza, la sensazione di inadeguatezza, la difficoltà di uscire da sé stessi, dare corpo ai propri desideri e vivere in modo normale con gli altri, accettando lo schianto come incontro e liberazione.


L’attore perugino è l’autore del testo e in questa performance reciterà in una lingua irregolare e immaginifica, che attinge al suo dialetto umbro, mescolando rabbia e dolore a una esilarante ironia. Durante il monologo Filippo Timi è accompagnato dalla voce e dalla chitarra del giovane musicista Andrea Di Donna. Francesca Camponero

Lo Spettacolo è fuori abbonamento. Per informazioni 010 6592 220 www.archivolto.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here