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LA FILIGRANA. LA COSTRUZIONE DI UN GIOIELLO

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filigrana campo ligure attrezzi

filigrana campo ligure attrezziGENOVA. 6 OTT. Quando si parla di Liguria, si parla anche di filigrana, in particola, quella di Campo Ligure.

Abbiamo così deciso di affrontare l’argomento in “tre puntate”, o meglio con tre articoli curati da Antonio Bovetti, in tre giorni successivi. Oggi parleremo di come avviene la costruzione di un gioiello.

E’ anche «Per creare gioielli in filigrana bisogna avere abilità manuale, esperienza maturata nelle botteghe artigiane e buone doti artistiche. » Spiega Giulio Goslino, esperto filigranista. Gli attrezzi, invece, non sono molti: servono pinze di diverse dimensioni, le “bruscelle” simili alle presselle di varie misure e per finire occorre un cannello alimentato a gas per saldare sulla piastrella le figure realizzate con i fili d’argento. Non bisogna dimenticare anche una serie di attrezzature che servono per fondere e vergare l’argento e ridurlo in fili sottili. La prima lavorazione consiste nel fondere l’argento grezzo e trasformarlo in lunghe “canne”.


Per avere buona malleabilità le asticelle si riscaldano alla temperatura di fusione e si trafilano facendole passare in piastrine forate con diversi diametri per ottenere fili di sezioni di 2 mm circa. L’operazione successiva è la torcitura, che permette di unire in una treccia due distinti fili d’argento, realizzando così il “filo granato”.

Si passa poi al laminatoio a rulli piatti, che uniforma il filo granato dandogli l’aspetto dentellato e granuloso tipico della filigrana.

Ottenuti i fili, l’artigiano sagoma con essi il perimetro dell’oggetto da realizzare, chiamato in gergo “lo scafo”, che viene poi riempito con minutissime forme e strutture chiamate rizzetti, panetti, resche, ecc. costruiti con l’abile impiego delle pinze “bruscelle” che aiutano la lavorazione prettamente manuale del filogranato. Questa operazione si chiama “riempitura” e si realizza sulla piastrella in ceramica chiamata “ciapêla”.

Si giunge così all’ assemblaggio e rifinitura della figura che consiste in un processo di rinforzo dei singoli pezzi e rifiniti attraverso una fase di imbiancatura che rende lucidi i monili realizzati. «La preziosità di questi oggetti è il frutto di una minuziosa e paziente lavorazione manuale. – Conclude compiaciuto Goslino – L’ apprendistato di un giovane dura anni con alti costi per il datore di lavoro. Occorrerebbero leggi che aiutassero ed incentivassero i giovani ad intraprendere un mestiere artigianale.» A.Bovetti

http://www.museofiligrana.org

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