Figli per gay e lesbiche: Doria a favore, ma dimentica diritti bimbi

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Toti e Doria: sui figli per gay e lesbiche punti di vista del tutto opposti

GENOVA. 23 FEB. Editoriale. Che ne pensano i liguri?

Il sindaco Marco Doria ieri ha chiarito pubblicamente la sua idea sul disegno di legge Cirinnà: sì al ddl nella sua interezza a favore dei diritti omosessuali, inclusa la parte che prevede i figli per gay e lesbiche. Il governatore Giovanni Toti oggi ha invece dichiarato: sì ai diritti per le persone gay allargandoli alle unioni civili, ma stop alle adozioni, che è una forzatura.

Il primo cittadino genovese, però, è andato oltre la sua legittima presa di posizione perché ha spiegato che il ddl Cirinnà riconosce dei diritti senza ledere quelli di nessun altro. Una falsità.

 

Forse, Marco Doria si è dimenticato dei bambini, i quali hanno invece il diritto di avere una mamma femmina e un papà maschio, che peraltro non possono neppure essere identificati dal bimbo come genitore 1 e genitore 2 senza inevitabili conseguenze.

Lo stabilisce la natura umana, contro la quale si può anche legiferare con una forzatura, ma almeno evitando di dire che non vengono lesi i diritti dei più deboli esseri umani. Il pericolo c’è. Fabrizio Graffione

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