Fiera, visone sempre più scura per i dipendenti

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Fiera di Genova, quale futuro per i lavoratori?
Fiera di Genova, quale futuro per i lavoratori?
Fiera di Genova, quale futuro per i lavoratori?

GENOVA. 5 MAR. Il futuro per la Fiera di Genova e i suoi dipendenti sta diventando sempre più scuro.

Questa volta a parlarne sono i sindacati che dopo l’incontro con il Comune hanno avuto poche risposte e tanti dubbi.

All’incontro non hanno partecipato la Città Metropolitana e l’Autorità Portuale, considerati proprio dai sindacati, assenti ingiustificati.

 

Il futuro di buona parte dei lavoratori dovrebbe giungere nelle partecipate comunali, ma non si hanno ancora certezze.

La Porto Antico si era ripromessa, vista la comunanza con lo stesso presidente e i futuri intenti di ‘fusione’, d’integrare parte dei dipendenti, ma sembra che le cose non stiano andando così.

Le proposte non soddisfano i sindacati. Sono stati, infatti, proposti posti part-time da spazzini con stipendi da 5-600 euro al mese. Attualmente alcuni dipendenti sono in Amiu chi addetto al rullo smistamento rifiuti, chi a ruoli più alti ma, nel futuro, che fine faranno tutte le profesisonalità acquisite sul campo?

Si è parlato per Amiu di soli cinque lavoratori a tempo indeterminato per gli altri part-time a 18 ore come operatori ecologici e in partecipate varie del Comune e della Regione. Alcuni passerebbero a Liguria Digitale, già riempita dai fuoriusciti dalle Province e da altre realtà aziendali.

Il prossimo atto avverrà il 15 marzo in Regione, dove il Comune presenterà i suoi piani; mentre il 9 marzo ci sarà un altro vertice in Confindustria.

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