Fiera di Genova, le 13 domande ai soci e alla città

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Fiera di Genova entrata
L'entrata della Fiera di Genova
Fiera di Genova entrata

GENOVA. 24 FEB. La Fiera di Genova è davvero in una situazione drammatica, lo scorso 25 gennaio sono arrivate a tutti i dipendenti le lettere a firma dell’Amministratore delegato Luca Nannini per il licenziamento collettivo, per lo scioglimento della società.

Varie parti politiche stanno cercando di trovare una soluzione anche con diversi media che danno e analizzano la situazione; interessanti le risposte in merito nella trasmissione Maccaja di Primocanale di quale giorno fa da parte dell’assessore Emanuele Piazza e dell’attuale presidente di Fiera e del Porto Antico, Ariel Dello Strologo.

Anche noi di Liguria Notizie, ci poniamo a difesa della Fiera, l’abbiamo vista e vissuta nei periodi più fulgidi, l’abbiamo vista crescere ed ora nello stato di declino, un declino da molti preannunciato e da qualcuno, forse, anche voluto.

 

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto con un documento, le famose ‘13 domande’ che diversi dipendenti avrebbero voluto fare ‘Ai soci della Fiera di Genova SpA, al Prefetto e alle categorie economiche della città’, domande che anche lo stesso Primocanale ha espresso in parte.

Noi non vogliamo che la Fiera chiuda! Che si perda un altro pezzo della Città! Per questo abbiamo deciso di renderle pubbliche. Poi saranno i lettori a trarne le dovute conclusioni e, perché no, magari anche i soci a cambiare idea. L.B. (nelle foto di LN: alcuni punti degli spazi della Fiera di Genova; nel video di LN: gli spazi del Padiglione B, del C, del Palasport, dell’ ex Niram della Palazzina e dell’ingresso).

“Ai soci di Fiera di Genova SpA, al Prefetto e alle categorie economiche della città,

Pare che per la società Fiera di Genova Spa non ci siano prospettive, mancherebbe la continuità aziendale, ma come dipendenti vogliamo ribadire ancora una volta che non siamo dei privilegiati, siamo orgogliosi del nostro passato e vogliamo avere un futuro perché crediamo che ci sia ancora tanto lavoro da fare per valorizzare le eccellenze del territorio.

Siamo più che consapevoli delle difficolta del mercato ma vogllamo scuotervi e aggredire il “vostro soave silenzio” facendovi tredici domande, ragionate e ragionevoli.

Se non mettiamo a ferro e fuoco la città non è tanto perché crediamo sia sbagliato, è evidente che e l’unica maniera per essere presi sul serio, ma perché siamo pochi e quindi non facciamo massa crltica. E su questo voi, tutti, ci state marciando da più di quattro anni”.

Le 13 domande

1. Quale società partecipata ha investito direttamente con risorse proprie oltre 70 milioni di euro negli ultimi 15 anni e ha sempre pagato tutti gli interventi di manutenzione straordinaria per strutture immobiliari non di sua proprietà ma dei soci?

2. Perché per la costruzione del nuovo padiglione B i soci, tutti concordi, nel 2005 hanno scelto il progetto di Jean Nouvel contro il parere dei vertici e della commlssione tecnica interna Fiera che lo giudicavano poco funzionale e troppo costoso?

3. Si sa che l’intero investimento è stato supportato comunque da Fiera e che era stato assicurato (solo l’allora presidenfe della Provincia aveva sollevato il problema) che in caso di eventuali crisi economlche (che seppur inaspettatamente sono purtroppo arrivate)

sarebbero intervenuti i soci? (Assemblea dei Soci del 18/5/2005)

4. Perché nessuno dice apertamente che il quartiere fieristico è in uno stato di terribile degrado soprattutto per quanto riguarda i padiglioni non più utilizzati direttamente da Fiera da circa due anni e che comunque chiunque voglia proseguire l’attività dovrà fare i conti con indispensabili investimenti sui padiglioni B e D e sulle

aree che hanno ancora mantenuto la destinazione fieristica per garantire la piena operatività?

5. Perché i Soci non hanno mai ascoltato quello che i dipendenti Fiera hanno evidenziato e proposto in questi anni per iscritto per migliorare l’azienda, in particolare le lettere inviate a tutti i Soci già a partire dal 2006?

6. Perché nonostante gli enormi investimenti effettuati sulla Nuova  Darsena, oltre sei milioni di euro per le infrastrutture, non è mai stata data a Fiera la concessione dell’ area se non per alcuni brevi periodi (con canoni non paragonabili a quelli applicati ad altri concessionari) e peri soli 45 gg all’anno necessari per il Salone Nautico, privandola cosi di una risorsa importante per Io sviluppo?

7. Fiera negli ultimi 10 anni ha prodotto sul territorio centinaia di milioni di € di indotto. E’ stata, e in parte lo è ancora, una delle struttura economiche che produce più indotto sul territorio. Se cesserà l’attività fieristica, oltre ai 40 dipendenti della società, perderanno il lavoro almeno qualche centinaia di lavoratori  dell’indotto (allestitori, manutentori, addetti alla ristorazione e pulizia, ecc.). Qualcuno ha fatto i Conti?

8. Perché i Soci non hanno fatto il possibile per mantenere la titolarità del Salone Nautico o, de minimis, perlomeno per rimanere nell’organizzazione del Salone Nautico che, ridotto al lumicino da un simulacro di associazione di categoria (dopo l’esodo dei soci più importanti confluiti nel frattempo in un’altra associazione), quest’anno invece di cercare una terapia di risanamento “raddoppia” traslocando a Venezia peraltro infastidendo sempre meno il diretto competitor, il Salone di Cannes?

9. Quale altra società partecipata ha fatto negli ultimi tre anni più di 20.000 ore di cassa integrazione senza integrazione al reddito, i dipendenti sono diminuiti del 30% e i rimanenti si sono ridotti gli stipendi del 25% rinunciando all’integrativo, anche per gli effetti già prodotti?

10. In quale altra società partecipata i dipendenti per portare avanti la produzione lavorano nei giorni festivi e prefestivi senza applicare straordinari e, nonostante la procedure di licenziamento collettivo in corso, continuano a lavorare per il regolare svolgimento dell’ attività? (nonostante che butti i dipendenti siano formalmente licenziati con la lettera ricevuta il 25 gennaio us si continua a lavorare con impegno e dedizione: in gennaio si sono regolarmente svolte le manifesfazioni Antiqua e la Felina, domenica 14 febbraio si è conclusa Arte, e si sta lavorando su Primavera come se nulla fosse!)

11. Perché Fiera è l’unica struttura cittadina “motore di indotto e turismo” che non può contare su contributi diretti o indiretti alla pari di altri, come Palazzo Ducale, Teatro Carlo Felice e Teatro Stabile e, in forme diverse lo stesso Porto Antico? (precisiamo che il problema non è fare uno sterile e antipatico confronto con gli alfri “colleghi” che prestano il loro prezioso contributo professionale nella nostra Città, ma capire perché esistono strutture promozionali e dipendenti di serie A e di serie B. Poche settimane fa si sono ricordati e celebrati i 539.000 visitafori di Palazzo Ducale; nel 2015: nello stesso periodo i visitatori della Fiera di Genova sono stati oltre 900.000. Per es. il debito indicato dagli amministratori Fiera per il 2015, ca 2,5 mil. di euro, è circa la metà dei finanziamenti pubblici che arrivano ogni anno al Ducale.)

12. Perché, rovesciando la prospettiva da chiusura o comunque ridimensionamento dell’attività fieristica a sviluppo dell’ attività fieristica, i soci, invece di condurre battaglie politiche di retroguardia e di posizionamento muscolare, non si siedono responsabilmente intorno a un tavolo insieme alle categorie economiche e cercano di creare nuove opportunità?

13. Ancora una volta per l’irresponsabilità dei soci, il silenzio assordante in particolare della Regione e della Camera di Commercio e l’inerzia della città dobbiamo “sperare e ringraziare qualche salvatore della patria” che nell’ultimo giorno utile della procedura di mobilità e licenziamento collettivo di tutti i dipendenti forse tirerà fuori dal cilindro qualche posto che nulla avrà a che vedere con le nostre competenze. O anche questa è ormai una velleitaria illusione? Non vogliamo essere dei pesi morti. Abbiamo bisogno di lavorare e vogliamo farlo per lo sviluppo della nostra Citta.

Genova, febbraio 2016″

1 COMMENTO

  1. La Fiera è stata distrutta dai compagni!! Invece di mettere gente NON politica,dovevano mettere gente con le palle!!! Questo luogo dovrebbe lavorare quasi 365 giorni invece di aspettare i soldi dalla politica per vivere!!! Si chiama ASSISTENZIALISMO che procura solo voti. Tempo fa qualcuno fu licenziato in tronco perché beccato a lavarsi l’auto e…..timbrava il cartellino!!! Qui vanno cambiati i modi di fare!! Una struttura cosi grande…può accogliere molti eventi in contemporanea!! Il Porto Antico pure. Lavorerebbe un pò meno di 365g,ma avrebbe lo stesso un buon richiamo turistico. Ma anche lì…..aspettano la regalìa di soldi invece di farlo rendere. Potrebbe fare da vetrina alla Fiera con un certo anticipo sugli eventi (Euroflora..Nautico ed altri), la gente potrebbe anche già comprare i biglietti per la Fiera andando a visitare questa anticipazione senza fare code di molti minuti. Al tempo stesso si pubblicizza l Acquario e/o tutta l’area! Quante volte ho cercato di dare qualche idea a quelli della Porto Antico…i soldi (senza chiedere cifre esagerate a chi espone) si possono usare per riparare almeno i piccoli guasti che ci sono…da anni. C’è il tendone dell expò che potrebbe ospitare concerti musicali fatti da personaggi che nella vita fanno dell’altro e che non costano troppo. Fanno sempre le stesse tutti gli anni ed è una rarità una cosa nuova…..

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