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FESTIVAL DELLA SCIENZA. IL CONSERVATORIO CON DUE LABORATORI MUSICALI

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conservatorio paganini

conservatorio paganiniGENOVA. 27 OTT. Il Conservatorio Niccolò Paganini partecipa al Festival della Scienza con un interessante progetto intitolato “Scolpire il tempo”. Clou della iniziativa, il 28 sera (ore 21) l’incontro a Palazzo Ducale (Salone del Maggior Consiglio) con il compositore Ivan Fedele, intervistato dal direttore del Conservatorio, Claudio Proietti.

A far da cornice a questo evento, tre laboratori didattici a cura di Tiziana Canfori, organizzati nelle aule dello stesso Istituto musicale e dedicati al problema del tempo in musica nel corso delle varie epoche e repertori.

I laboratori saranno aperti al pubblico, gratuitamente.


Tre incontri nelle sale del Conservatorio Paganini permetteranno al pubblico del Festival di conoscere da vicino, insieme ai musicisti coinvolti, il diverso rapporto che il linguaggio musicale ha costruito nei secoli con il fattore “tempo”, a volte piegandolo in frammenti, a volte vivendolo come una piacevole gabbia, oppure lasciandosi affascinare dal suo scorrere infinito. Un rapporto che si gioca sul piano filosofico, storico, tecnico.

I tre laboratori sviluppano il discorso in brevi tappe, assaggi forse, per un tema così vasto, che ci porteranno dal Rinascimento a oggi attraverso il repertorio di diversi strumenti e fungeranno da preparazione per l’evento finale, il citato incontro con Ivan Fedele a Palazzo Ducale.

ivan fedeleIl programma delle giornate:

lunedì 27 ottobre 2014.  Sala Concerti – ore 10-13. “Il tempo che ritorna”

Le forme di danza su basso ostinato – La “gabbia” di un tempo circolare: Ciaccone, Passacaglie, Follie…

Con Barbara Petrucci – Davide Mingozzi – Cécile Peyrot – Francesco Bagnasco.

Strumenti del laboratorio: clavicembalo, organo, violino, violoncello.

lunedì 27 ottobre 2014. Aula 19 – ore 15-18. “La variazione romantica”

La continua trasformazione del tema “addomestica” il tempo e riduce l’inquietudine dell’infinito: una palestra per mille invenzioni creative che spesso si rivela punto di origine per nuove vertigini. Con Marco Vincenzi, Clarissa Carafa, Giovanni Bogdanovic.

Strumenti del laboratorio: pianoforte, violoncello.

martedì 28 ottobre 2014. Sala Concerti – ore 10-13 “Fuggire il tempo”.

Dai Preludi non misurati e dalle Toccate del primo Seicento fino ai giorni nostri: quando il tempo è libertà e gioia dell’attimo non organizzato.

Il concetto di Tempo nella Grecia antica: αἰών, χρόνος e καιρός (a cura di Silvia Balsamo).

Cenni sui rapporti di tempo nella musica di Frescobaldi. Ascolto di Kairòs di Massimo Lauricella. Con Barbara Petrucci, Giorgio Piovano, Luca Finocchietti, Cécile Peyrot, Silvia Balsamo, Massimo Lauricella. Strumenti del laboratorio: clavicembalo, organo, violoncello, violino.

martedì 28 ottobre 2014. Sala del Maggior Consiglio – Palazzo Ducale – ore 21. Ivan Fedele: “Scolpire il tempo – la musica e il tempo, oggi”

Conversazione con Claudio Proietti.

Il tema del tempo sarà affrontato come elemento esogeno ed endogeno alla musica; cioè il tempo contiene la musica, che in esso si genera e vive (e senza di esso non potrebbe né generarsi né vivere), ma nello stesso momento il tempo è generato e plasmato (anzi “scolpito”) dalla musica.

Alcune considerazioni introduttive e sollecitazioni di Claudio Proietti sproneranno la relazione di Ivan Fedele.

Se il Tempo è la dimensione necessaria alla Musica (tanto quanto lo Spazio, per la verità, senza il quale il suono non si propagherebbe), la Memoria è la condizione indispensabile al soggetto per poter organizzare le informazioni percettive in una forma che esprima senso e, possibilmente, senso “poetico”. La memoria è la funzione che ci consente di organizzare gli eventi secondo i principi di eguaglianza, similarità e dissimilarità e dà alla musica lo status di linguaggio seppur “autoreferenziale”. Questo linguaggio può articolarsi, a sua volta, in due modi: secondo un principio “additivo” o, al contrario, secondo un principio “sottrattivo”. Naturalmente si tratta di metafore. La prima fa riferimento all’accumulo di elementi che si organizzano secondo una logica lineare; la seconda ci rimanda a una dimensione paradossalmente “tridimensionale” del suono inteso come una materia complessa e con un elevato tasso di entropia, dalla quale, per sottrazione, si elidono gli elementi “non utili” all’idea poetica del compositore. Così fa lo scultore che svela la figura già presente in potenza nel blocco di marmo. “Scolpire il tempo” è la metafora che mi accompagnata, da qualche anno, nella mia personale esperienza di compositore. (Ivan Fedele)

Ivan Fedele. Tra i suoi massimi estimatori c’è Pierre Boulez ed è in Francia che Ivan Fedele consolida la sua fama di compositore, la cui opera, a oggi, è ricca di un centinaio di titoli e comprende composizioni di ogni genere: opere orchestrali, per il teatro, elettroacustiche e di musica da camera. Senza ripudiare la lezione dei maestri delle avanguardie storiche, Fedele sembra attuarne le premesse, liberando la musica dal laboratorio e riportandola alla freschezza dell’ascolto, alla necessità e all’urgenza del confronto con gli interlocutori, interpreti e ascoltatori.

Nato a Lecce nel 1953, dopo gli studi al Conservatorio di Milano e all’Accademia Santa Cecilia di Roma (ma studia anche filosofia all’Università degli Studi di Milano), a soli 28 anni vince il premio Gaudeamus (per il primo Quartetto d’archi e Chiari per orchestra), che lo proietta sulla scena internazionale. Nel 1989, la sua composizione per orchestra Epos vince il Concorso Petrassi a Parma. Antigone, opera commissionata dal Teatro Comunale di Firenze per l’apertura del Maggio Musicale, è stata insignita del Premio Abbiati dell’Associazione Critici Musicali Italiani come migliore novità assoluta del 2007. Il Cd Animus Anima ha ricevuto lo Choc de la Musique 2003 dalla rivista “Le Monde de la Musique”, mentre a Maya è stato attribuito il Coup de Coeur 2004 dall’Académie Charles Cros e Mixtim ha vinto nel 2007 il Premio del Disco Amadeus nella categoria contemporanea. Oltre ai numerosi lavori da camera, molte sono le composizioni per orchestra sola, con strumento concertante o sinfonico-vocali, di cui En arché e 33 noms (Commissione del Teatro La Scala di Milano) sono le più recenti.

La sua musica è stata diretta, tra gli altri, da Boulez, Eschenbach, Chung, Saalonen, Muti, Slatkin, Robertson, Kalitze, Wit, Valade e Rophè ed eseguita da orchestre e ensemble quali BBC, Radio di Berlino, Orchestra Sinfonica di Chicago, SWR di Stoccarda, National de France, National de Lyon, Orchestra Sinfonica di Varsavia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Santa Cecilia, Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Klangforum Wien, ecc.

Nel 2000 è stato insignito dal Ministro della Cultura Francese dell’onorificenza di Chevalier de l’Ordre des Lettres et des Arts. Nel 2005 è nominato Membro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

Nel 2007 il Ministero della Cultura Italiano gli ha assegnato la Cattedra di Composizione nell’ambito dei corsi di Perfezionamento in Studi Musicali presso la stessa Accademia.

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