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FESTIVAL DELLA SCIENZA, PROCESSO ALLA CO2

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della Scienza, ha presentato la tavola rotonda dal titolo “CO2, colpevole o innocente? Dal caos climatico al caos dell’informazione”, svoltasi giovedì 1 novembre, alle ore 10.30, nella Sala del Maggiore Consiglio di Palazzo Ducale. Paola Catalano, componente del gruppo di comunicazione del CERN di Ginevra, ha moderato l’incontro, spiegando che “c’è grande confusione intorno alle tematiche riguardanti il cambiamento climatico: da una parte le Nazioni Unite lo riconoscono, dall’altra vi sono molti scettici”. A sintetizzare la versione ufficiale delle Nazioni Unite, è stato il vice direttore dell’UNEP Gaetano Leone: “Il cambiamento climatico è una realtà, basti pensare ai processi di desertificazione o di scioglimento dei ghiacciai, e, in Italia, alla sempre più diffusa siccità. È dunque ora di rimboccarsi le maniche per risolvere questi problemi”. Giorgio Budillon, oceanografo presso l’Università Partenope di Napoli, esponendo il funzionamento del sistema climatico sul pianeta Terra, ha evidenziato l’aumento dell’anidride carbonica a partire dal 1800 (inizio dell’era industriale): “Gli scenari futuri prevedono un innalzamento di alcuni gradi di temperatura entro i prossimi 100 anni, se non si diminuisce la produzione di CO2”. “Un’ulteriore incremento dell’anidride carbonica, ha spiegato Paola Rivaro, chimica dell’Università di Genova, potrebbe essere una seria minaccia per la nostra catena alimentare, basta sugli organismi marini”. L’aumento della CO2 infatti influenza anche il pH degli oceani. Il glaciologo dell’Università di Milano Bicocca Valter Maggi ha riportato i suoi studi sulle cosiddette “carote” di ghiaccio, spiegando che “negli ultimi 800.000 anni vi sono stati altri periodi caldi, che si sono ripresentati ogni 120.000 anni”. La CO2, però, “è cresciuta negli ultimi 200 anni tanto quanto nei precedenti 10.000”. All’incontro è intervenuto anche il Nobel per la fisica Jack Steinberger, che ha suggerito alcune possibili soluzioni: “la cosa più ovvia sarebbe produrre energia attraverso fonti rinnovabili, ma al momento l’energia solare costa 10 volte rispetto ai combustibili fossili. Bisognerebbe cercare di risolvere il problema da un punto di vista globale”. Gli “scettici” hanno concluso l’incontro: Luigi Mariani (dell’Università di Milano) e Teodoro Georgiatis (fisico dell’atmosfera all’Istituto Ibimet di Bologna) hanno raffreddato gli allarmismi, ribadendo il concetto che “senza CO2 non ci sarebbe la vita, e che l’idea di paragonarla a un veleno fa rabbrividire”. Un tentativo di demolire i luoghi comuni sul riscaldamento globale, che, come ha affermato Mariani “sono spesso conditi di mezze verità e mezze menzogne”.

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