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FERMENTO ANARCHICO E ATTI VANDALICI IN CITTA’

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FERMENTO ANARCHICO E ATTI VANDALICI IN CITTA

rmento nato all’inizio dell’estate sotto la Lanterna?in seguito?al bollente caso-Genoa. E sarebbe un?modo per rinfocolare la brace che cova sotto la cenere, alle spalle dei veri tifosi che vorrebbero solo protestare in maniera pacifica e non violenta. Nelle ultime 72 ore c’? stato un crescendo di atti vandalici e intimidatori di chiara matrice anarchica.?Ora?direttamente ?firmati?con bombolette spray nero, ora senza un vero prersunto colpevole?su cui puntare le?indagini da parte degli inquirenti. Prima le devastazioni e gli incendi durante i cortei dei “tifosi” dell’8?e del 19 agosto, poi la biglia di acciaio?che ha incrinato con un foro una vetrata di Palazzo di Giustizia, ancora il raid vandalico notturno che alle 4 del mattino di lunedi scorso ha distrutto a sprangate?il Bancomat del Banco Popolare di Lodi in via Orefici e imbrattato le vetrine di quello di Brescia poco distante, infine la telefonata di ieri a mezzogiorno che annunciava una presunta bomba sempre nel Tribunale. Al centro il presidio anarchico, annunciato anche con volantini affissi sui muri del centro storico, avvenuto alla luce del sole delle sei del pomeriggio di sabato 20 scorso in piazza Banchi. Gli accenti delle voci degli astanti, che hanno ostacolato il passeggio dei genovesi e dei turisti stendendo in mezzo all’ingresso in Via Orefici due striscioni contro CPT e “violenza della polizia”, richiamavano inflessioni dialettali di mezza Italia dal bergamasco e bresciano?al napoletano. Marcello Di Meglio. (nella foto alcune scritte anarchiche sulla vetrina della Banca Popolare di Brescia).

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