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Fermare i combattenti stranieri alle frontiere dell’UE

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Fermare i combattenti stranieri alle frontiere dell’UE

BRUXELLES. 16 feb. Grazie al regolamento approvato,  tutti i cittadini dell’UE e di Paesi terzi che entrano o escono dall’UE saranno sistematicamente controllati tramite la consultazione di banche dati. I controlli saranno obbligatori a tutte le frontiere sterne dell’UE, aeree, marittime e terrestri, sia in entrata sia in uscita. La risoluzione è stata approvata con 469 voti a 120, con 42 astensioni. Le nuove norme sono state informalmente concordate dai negoziatori del Parlamento e dal Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2016. «Proteggere le nostre frontiere esterne significa costruire una forte scudo contro il terrorismo in Europa ‒ spiega Monica Macovei relatrice (ECR, RO) ‒ preservare il diritto alla vita, che è il corollario di tutti i diritti.

Ogni vita che salviamo, scoprendo un potenziale combattente straniero vale lo sforzo, e i controlli sistematici tramite banche dati sono un passaggio obbligatorio per questa protezione minima che abbiamo il dovere di garantire ai nostri cittadini.» Questa legislazione è una delle risposte alle minacce terroristiche in Europa, come i recenti attacchi a Bruxelles, Parigi e Berlino e anche per far fronte al fenomeno dei “combattenti stranieri “, ad esempio i cittadini dell’Unione europea che aderiscono a gruppi terroristici nelle zone di conflitto, come Daesh in Siria e in Iraq. Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Le norme saranno quindi immediatamente esecutive e, nella maggior parte degli Stati membri, contemporaneamente. Danimarca, Regno Unito e l’Irlanda hanno scelto di non essere escluse dalle nuove regole. ABov

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