FENOMENO CASE SFITTE, PIÙ DI 2000 A SAVONA

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Uno dei quartieri, il centro di Savona

veduta_savona_2SAVONA. 24 LUG. Il 7% delle abitazioni a Savona sono dichiarate sfitte o non utilizzate. Ma, se si considerano le utenze attive, il dato scende intorno al 4%, facendo suonare un campanello d’allarme all’Amministrazione cittadina. E’ quanto emerge da una ricerca richiesta dal Comune di Savona alla società partecipata IPS, Insediamenti Produttivi Savonesi, presentata durante la seconda commissione consiliare, nel pomeriggio di giovedì 23 luglio.
Lo studio, che ha richiesto molti mesi di elaborazione, viene considerato una base concreta per la pianificazione territoriale della città.
L’elaborazione dei dati, come hanno spiegato gli esperti di IPS, è stata molto difficoltosa per diverse ragioni.
“I dati ufficiali erano discordanti, ad esempio differivano tra Istat e Catasto di 700 abitazioni. In alcuni casi, le particelle catastali o i numeri civici erano errati o mancanti e ciò ha reso più difficile la comparazione. Ma, una volta reperita una base da cui partire, abbiamo incrociato ben 97.000 utenze attive, tra elettricità, acqua e gas. Alcuni enti, come l’acquedotto sono stati, fin da subito, molto disponibili nell’inviarci il loro database, mentre con Enel abbiamo avuto qualche difficoltà. Italgas, non avendo aderito al protocollo nazionale, non ha voluto fornire i dati in suo possesso, se non, parzialmente, dopo diversi mesi”.
Sulla base di questa enorme mole di dati è emerso che, su 35.827 abitazioni, sono più di 2600 le case inutilizzate, sparse omogeneamente su tutto il territorio cittadino. Ma se si considerano le utenze attive, come luce o gas, con consumi evidenti, il dato si dimezza. E se da un lato, si scende quindi al 4% circa di case realmente non abitate, d’altro canto, circa 1000 abitazioni presentano discrepanze. Incrociando i dati a disposizione del Comune si è infatti evidenziato che, in queste ultime, sono state registrate le residenze di molte persone, anche più di 7, in diversi casi.
“Sono situazioni limite che l’Amministrazione dovrà tenere in considerazione -ha dichiarato Livio Di Tullio, vicesindaco di Savona – e verificare se in realtà si tratti di alloggi dichiarati inutilizzati e invece affittati. I dati però mostrano anche come, rispetto alla media nazionale, che si aggira intorno al 7%, non siamo davanti ad un eccesso di patrimonio immobiliare in città. Si deve poi considerare che anche qui sta aumentando il fenomeno dei Bed & Breakfast, un’offerta turistica in più che va incoraggiata, se svolta nel rispetto delle regole. Altro tema è quello delle circa 150 proprietà di Arte e Opere Sociali, racchiuse nel gruppo delle case non abitate, problema che da anni cerchiamo di risolvere per la continua richiesta di edilizia sociale”.
Dai dati però sono emerse opinioni contrastanti.
“Proprio perché in linea con la media nazionale– ha commentato Daniela Pongiglione, consigliere di minoranza e promotrice della raccolta dati per “Salvaguardiamo il paesaggio” – il dato può essere un campanello d’allarme se si considera che in tutta Italia, la cementificazione, specie sulla costa, è considerata elevatissima a discapito aree verdi e di un rapporto equilibrato tra ambiente e spazi urbani.”

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