Fbi e polizia postale beccano “cucciol@”: pedofilo 21enne online

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La polizia Postale in collaborazione con l'Fbi ha individuato e denunciato una dozzina di pedofili online: preso un 21enne genovese che si spacciava per "cucciol@"
La polizia Postale in collaborazione con l’Fbi ha individuato e denunciato una dozzina di pedofili online: preso un 21enne genovese che si spacciava per “cucciol@”

GENOVA. 12 APR. Si faceva chimare col nick “Cucciol@” ma in realtà era un giovane studente pedofilo online. La Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Liguria ha concluso nei giorni scorsi un’operazione internazionale di contrasto alla pornografia minorile online, coordinata del servizio centrale della Polizia delle Comunicazioni di Roma, supportata da informazioni ottenute dal Federal Bureau of Investigation attraverso l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America.

Gli investigatori hanno inizialmente portato a individuare una casella di posta elettronica molto attiva nello scambio di materiale pedopornografico. Il responsabile è stato identificato in un 21enne genovese, utilizzatore dell’account che aveva chiamato ‘cucciol@’.

Nell’abitazione del giovane è stato sequestrato un ingente quantitativo di supporti informatici, due account e-mail e un profilo social utilizzati per le attività illecite. Le successive indagini sul materiale sequestrato hanno consentito di individuare numerosi indirizzi di posta elettronica riconducibili ad altri italiani, responsabili dei reati di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

 

Le indagini svolte sul territorio nazionale hanno fatto scattare una serie di perquisizioni nei confronti di una dozzina di persone residenti nelle province di Milano, Como, Torino, Padova, Verona, Brescia, Palermo, Piacenza, Campobasso e Cagliari. Nel blitz è rimasto coinvolto anche un professionista. Sono stati sequestrati computer, smartphone e dispositivi digitali di memorizzazione.

Uno degli indagati, oltre a scambiare materiale pedopornografico utilizzando falsi profili social creati appositamente, era stato in grado di ottenere immagini intime dei minorenni con i quali chattava, convinti di aver instaurato una chat erotica con ragazze coetanee.

 

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