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Farnesina alla Turchia: “liberate Gabriele del Grande”

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Gabriele Del Grande è libero, in viaggio verso l’Italia

ANKARA. 19 APR. Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto ha detto di stare bene ma ha precisato “I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta”.

La Farnesina ha chiesto che Gabriele Del Grande “venga rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge”. E stato anche disposto l’invio a Mugla, dove Del Grande è detenuto, del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale, mentre l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963.

“La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia ad Ankara – si legge in una nota diffusa dalla Farnesina – stanno seguendo il caso del giornalista Gabriele Del Grande con la massima attenzione, sin dal suo inizio, in costante contatto con i familiari. Anche nella giornata di oggi sono proseguiti i contatti con la compagna di Gabriele Del Grande e con l’avvocato della famiglia.


Il ministro Alfano ha disposto l’invio a Mugla – dove Del Grande è detenuto – del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963. La Farnesina chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare.

Anche grazie all’azione di sensibilizzazione condotta dall’Italia fin dall’inizio della vicenda, il signor Del Grande ha potuto oggi avere un colloquio telefonico con la famiglia. Ma ciò ovviamente non basta, in quanto la Farnesina chiede che Del Grande sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge”.
E sempre la Farnesina scrive: “In relazione alla vicenda di Gabriele Del Grande, fermato in Turchia perché si trovava in una zona del Paese in cui non è consentito l’accesso, si rende noto che le Autorità turche hanno assicurato che il connazionale sta bene. La Farnesina, in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia ad Ankara e il Consolato a Smirne, continua a seguire il caso con la massima attenzione al fine di favorire una rapida soluzione della vicenda. La Farnesina sta altresì prestando ogni possibile assistenza alla famiglia del connazionale, con la quale è in costante contatto”.

Lui, Del Grande, dice di stare bene ma di non poter telefonare “hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato” e di iniziare lo sciopero della fame perché “vengano rispettati i miei diritti”.

Il padre de 35enne tramite Il Corriere della Sera lamenta: “Purtroppo, tra vacanze di Pasqua e referendum in Turchia, anche se è assurdo, è ancora tutto fermo”.

Gabriele Del Grande, 35 anni, è reporter e documentarista. Nel 2014, insieme ad Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry, ha realizzato il documentario “Io sto con la sposa” che racconta la vera storia di cinque profughi palestinesi e siriani, sbarcati a Lampedusa, che per arrivare in Svezia mettono in scena un finto matrimonio. Finanziato con il crowdfunding, il film è stato presentato alla 71ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sezione Orizzonti.

Come giornalista ha collaborato con L’Unità, Redattore Sociale, Peace Reporter. Ha scritto i libri “Mamadou va a morire”, “Il mare di mezzo” e “Roma senza fissa dimora”. Nel 2013 ha realizzato un reportage sulla guerra civile siriana, pubblicato da Internazionale.

La Farnesina per Del Grande

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