Farmacie comunali e il parente di Doria

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Farmacie comunali: il sindaco Doria attaccato dal vicepresidente del consiglio comunale Balleari

GENOVA. 8 DIC. «Ci fa sorgere più di un ragionevole dubbio la decisione di aprire un bando, scaduto ieri, per individuare un nuovo direttore generale di Farmacie genovesi con un compenso annuo di poco meno di 96 mila euro per 5 cinque anni di mandato, il triplo rispetto a quanto corrisposto all’ex amministratore unico Davide Grossi, in carica fino a ottobre e poi dimessosi, che per altro sarebbe in lizza per ricoprire il nuovo e meglio remunerato incarico. Sappiamo bene in che situazione si trovino le otto Farmacie comunali sopravvissute al piano di riorganizzazione che ha portato alla cessione di 3 punti vendita negli ultimi due anni, al distacco di 8 magazzinieri in Comune e a un futuro incerto per 40 lavoratori: i bilanci societari parlano di un’azienda che sta a mala pena a galla con i conti».

Lo hanno detto oggi Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, che si dicono “perplessi e preoccupati per l’operazione in atto all’interno delle Farmacie genovesi e per il destino dei lavoratori”.

«Sarebbe opportuno – hanno aggiunto Rosso e Balleari – che il sindaco Doria chiarisse al più presto sia la rotta che vorrebbe intraprendere per il destino di una società interamente di proprietà del Comune, e quindi dei genovesi, sia le motivazioni che giustifichino il triplicare improvviso del compenso di un manager di una società con performances non proprio brillanti che dovrebbe, da statuto, svolgere una forte funzione sociale in un contesto molto delicato come quello dei servizi sanitari ai cittadini».

 

Il vicepresidente del consiglio comunale Balleari ha annunciato iniziative in Sala Rossa a Palazzo Tursi «auspicando che siano infondati i rumors che darebbero come nuovo direttore generale il già amministratore unico Grossi, per altro parente acquisito del sindaco Doria, che si è già cimentato nel sicuramente difficile compito di risanare un’azienda in forte crisi raggiungendo l’obiettivo del pareggio solo grazie alla cessione di ben tre farmacie mi aspetto comunque che il sindaco Doria, come azionista di maggioranza della società, ci spieghi perché abbia deciso di dare un compenso stellare al futuro manager di una Srl dal capitale sociale di 10 mila euro, senza neppure vincolarlo ai risultati raggiunti».

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