Falce e carrello, Toti e Rixi: concorrenza fa bene

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Toti con Viale e Rixi al fianco: sana concorrenza tra marchi spezza catene a monopolio in Liguria

GENOVA. 14 GEN. Falce e carrello in Liguria. Oggi il governatore Giovanni Toti è nuovamente intervenuto sul monopolio Coop e sulle modifiche apportate al Testo Unico sul commercio che “spalancano finalmente le porte a una sana concorrenza tra marchi, spezzando le catene del monopolio in cui è stata imbrigliata la Liguria ormai da anni”.

“Nessun regalo – ha aggiunto Toti – ai soggetti singoli della grande distribuzione, se mai condizioni di partenza uguali per tutti sotto un’unica regia, quella regionale, che può garantire un punto di vista complessivo su tutto il territorio, al di là delle ottiche campanilistiche”.

“Non ci pare che in seguito ci sia stato un boom nella piccola distribuzione, se mai il contrario” ha inoltre spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio Edoardo Rixi, il quale ha ricordato i dati di un’analisi realizzata dall’Ascom Confcommecio su Genova, da cui emerge che tra il 2008 e il 2015 il commercio al dettaglio è calato del 13% nel centro storico e del 9,5% nel resto della città.

 

“I Comuni – ha commentato Rixi – anche per fare cassa visti i continui tagli dei governi che si sono succeduti, hanno con frequenza rilasciato autorizzazioni alle grandi catene di distribuzione, causando un effetto moltiplicatore delle superfici di vendita senza un controllo omogeneo e complessivo in zone limitrofe. Abbiamo assistito al proliferare di centri commerciali in zone rosse o a rischio esondazione o in situazioni urbane dove l’insediamento di un grande centro commerciale ha provocato, oltre a effetti disastrosi sulla mobilità, la desertificazione di un piccolo commercio di tradizione storica e di importanza strategica come presidio di sicurezza per cittadini e quartiere”.

Toti e Rixi hanno anche sottolineato l’assoluta necessità di “stabilire finalmente una sana concorrenza tra operatori della grande distribuzione, a tutto vantaggio dei consumatori liguri che oggi pagano mediamente il 25%-30% in più rispetto alle regioni confinanti e, come rileva Altroconsumo, dei genovesi, i più penalizzati della regione con una spesa media annuale, a parità di prodotti, 300 euro maggiore rispetto alla Spezia, dove negli anni è stata più diffusa l’apertura a grandi marchi in concorrenza tra loro”.

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