Fabio Luisi, ovazione di un quarto d’ora al Carlo Felice

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Fabio Luisi
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GENOVA. 20 DIC. Una serata straordinaria quella di ieri sera al Carlo Felice che ha regalato al pubblico della Sinfonica una delle migliori prestazioni del Maestro Fabio Luisi nella sua interpretazione della monumentale sinfonia n. 2 in do minore di Gustav Mahler.  La sinfonia denominata “Resurrezione”sviluppa il tema epico-salvifico, che rappresenterà il filo conduttore e insieme la chiave di volta delle successive sinfonie mahleriane, e che nei 5 movimenti  viene condotto all’insegna della grandiosità colossale, assieme all’orchestra in pieno organico agiscono infatti anche coro, soprano, contralto e organo. Il trentenne Mahler è già padrone di un linguaggio maturo e complesso, da lasciare interdetta la critica di quei tempi.

La sinfonia parte con il primo movimento intitolato “Totenfeier” (“Rito funebre”), che Mahler stesso intendeva come il funerale del Titano. A seguire l’Andante e, quasi contemporaneamente, iniziò a riorganizzare uno dei Lieder della sua collezione “Das Knaben Wunderhorn”, intitolato “Des Antonius von Padua Fischpredigt”, trasformandolo in uno scherzo orchestrale. In seguito, avendo completato l’orchestrazione di un altro Lieder della raccolta “Wunderhorn”, denominato “Urlicht”, decise di integrarlo come quarto movimento . Il finale arriva ispirato dal funerale di von Bulow, durante il quale venne eseguito un corale ricavato sui versi del poema sacro di Klopstock “La Resurrezione” (“Die Auferstehung”). Un’esecuzione che impressionò Mahler al punto tale da provare a mettersi in gioco  con lo scomodo confronto con il paradigma della Nona beethoveniana.

Ma la magnifica grandezza della sinfonia n. 2 in do minore (tonalità beethoveniana per eccellenza) si palesa fin dal primo movimento, Allegro maestoso, nero, macabro, tronfio, virulento fronteggiato  poi da un secondo soggetto lirico, solenne come un inno e delicato come una preghiera. A seguire, l’Andante strutturato come una danza, incorpora e alterna il tema popolare di un Landler, che richiama momenti lieti nella vita dell’eroe defunto, nonchè il malinconico ricordo della giovinezza.

 

Con il successivo Scherzo, l’Andante cede il passo al Lieder “Des Antonius von Padua Fischpredigt”, che sembra voler esplodere in una disperazione cupa . Quando arriva il momento di “Urlicht” (“Luce originaria”) si trova il punto focale, dell’intera sinfonia. Un inno, profondo, commovente, affidato al sidereo timbro del contralto, spalanca le porte di una spiritualità intensa, che fa venire le lacrime agli occhi.

Fabio Luisi, grande direttore e conoscitore di Malher sia in termini musicali che psicologici è riuscito a tradurre al meglio quello che il maestro ha scritto in quelle note e tra quelle note, offrendo al pubblico del carlo felice un’emozione unica. ” Quest’opera è così unitaria, così chiusa in se stessa a formare un sol tutto, che non si può spiegare, come non si spiega il mondo. – scrisse il compositore alla moglie  prima dell’esecuzione della prima  il 15 dicembre 1905– Infatti sono persuaso che se si invitasse Dio a esporre il suo programma del ‘mondo’ che ha creato, neanche Lui potrebbe farlo.”

Senza ombra di dubbio Fabio Luisi è stato capace di ha esporre questo” programma del mondo” in maniera talmente divina che, diciamolo, avrebbe stupito anche Dio. Per lui ieri sera una meritatissima ovazione di un quarto d’ora. (nelle foto alcuni momenti di Maestro Fabio Luisi nella sua interpretazione della monumentale sinfonia n. 2 in do minore di Gustav Mahler)

FRANCESCA CAMPONERO

Il Teatro Carlo Felicehttp://www.carlofelicegenova.it

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